Michael Antonelli cade in un dirupo

Michael Antonelli vittima di una spaventosa caduta alla Firenze-Viareggio

Michael Antonelli assieme ad altri quattro ciclisti cade in un precipizio, viene recuperato dai vigili del fuoco ed ora è in gravi condizioni

Michael Antonelli

Michael Antonelli

Michael Antonelli, diciannovenne originario della Repubblica di San Marino, che corre nella Mastromarco Sensi Nibali è finito in una  scarpata dopo una caduta durante la Firenze-Viareggio giunta alla 72esima edizione.

La classica del ciclismo dilettati Elite Under 23 ha visto un terribile incidente al km 91 di gara lungo la discesa da Monte Oppio verso Limestre nel comune di San Marcello Piteglio. A farne le spese sono stati 4 corridori, due di loro si sono rialzati senza contusioni, un terzo è stato condotto presso l’Ospedale di San Marcello Pistoiese per le cure del caso mentre più gravi sono subito apparse le condizioni di Michael.

Sono prontamente scattati i soccorsi del personale sanitario che ha dovuto avvalersi del supporto dei Vigili del Fuoco per riportare lo sfortunato ragazzo al bordo stradale. E’ stato allertato  l’elisoccorso Pegaso che ha trasportato l’atleta al Cto di Careggi a Firenze dove Antonelli è ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

La direzione di corsa ha deciso di sospendere la gara in quanto  il dottor Antonio Stinchetti (medico di corsa) era fermo per le operazioni di soccorso.

Michael Antonelli: il comunicato del team

La Mastromarco-Sensi-Nibali, ha reso noto che le condizioni di Antonelli

“sono apparse critiche e grazie all’intervento dell’elicottero del 118 è stato trasportato il più velocemente possibile presso l’Ospedale di Careggi a Firenze dove  è ricoverato presso il reparto di terapia intensiva”

Nel frattempo il team Mastromarco Sensi Nibali ha deciso che domani, giovedì 16 agosto, non sarà al via del GP di Capodarco.
In questo momento tanto difficile tutte le energie, le attenzioni, i pensieri e le preghiere di tutti i componenti della squadra sono rivolte esclusivamente a Michael.

 

Darnell Hillman una bicicletta per un cestista

Darnell Hillman ex giocatore di basket in bicicletta

Darnell Hillman ex campione di basket spiega come fare ad andare in bicicletta quando sei alto più di due metri

Darnell Hillman in bicicletta

Darnell Hillman in bicicletta

Darnell Hillman, conosciuto da molti appassionati di basket con il nikname “Dr Dunk” per aver conquistato la gara delle schiacciate nel 1977 oltre all’innato amore per la palla a spicchi ha da sempre un’altra passione, quella per la bicicletta.

Siamo abituati a vedere i ciclisti professionisti come atleti tutto sommato piccoli e leggeri anche se il discorso cambia per passisti e velocisti ma cosa diversa è vedere una ex stella della NBA in sella alla bicicletta. Il ciclismo è uno sport adatto a tutti e Darnell Hillman ne è l’esempio lampante.

Darnell Hillman è un “omone” alto poco più di 205 cm, classico fisico da giocatore di basket come trovare una bici adatta alla sua taglia? La bici più grande sul mercato è di 61 cm, ma Hillman ha bisogno di qualcosa di più grande con una bici costruita appositamente per lui di 64 cm.

L’ex giocatore degli Indiana Pacers si è rivolto al produttore Zipp per ovviare al suo “problema” d’altezza. Per un ciclista così alto, la bici ha bisogno di componenti adeguati quale con un enorme reggisella da 400 mm e un incredibile attacco da 140 mm sul manubrio, assicurando che Hillman si adatti perfettamente al mezzo meccanico.

Il telaio della bicicletta fornita all’ex NBA presenta un telaio in acciaio ed è equipaggiata con il gruppo SRAMs Force 1 HRD 1x e freni a disco in carbonio Firecrest 303 di Zipp

Per Hillman è solo un altro modo per spingersi al limite come quando giocava a pallacanestro: “voglio portare la mia bicicletta al massimo della velocità, voglio divertirmi alla grande. Adoro la velocità in tutte le sue forme, dalle gare automobilistiche a quelle in moto passando, naturalmente, per il Tour de France”.

Ve lo immaginate un “bestione” del genere nel gruppo? Sicuramente tutti vorrebbero stare alla sua ruota!

Appuntamento a Belleville cartone animato sul ciclismo

Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet

Appuntamento a Belleville è un film di animazione del 2003 che narra la storia di Champion un bimbo che avvera il sogno di correre il Tour de France

Appuntamento a Belleville

Appuntamento a Belleville

Appuntamento a Belleville ( titolo originale Les Triplettes de Belleville) è un film d’animazione franco-belga-canadese del 2003, presentato fuori concorso durante la 56esima edizione del Festival di Cannes. Il film ha goduto di particolare interesse da parte della critica in quanto la maggior parte della storia è raccontata con lo stile della Pantomima e quindi catalogato dagli amanti del genere come “old style”.

Il cartone animato inizia con la sequenza di un trio di cantanti anni trenta, (Violette, Blanche e Rose) dette “leTriplettes” per poi passare sulla figura di Madame Souza, una anziana signora che si occupa del nipote Champion che educa ed alleva da sola.

Quando la donna regala al piccolo una triciclo questo si appassiona talmente tanto alle due ruote da arrivare a prender parte al Tour de France.

Raggiunto il suo sogno di essere al via della Grande Boucle la peripezia di Champion ha inizio. Il giovane è infatti vittima, assieme ad altri due corridori, di un rapimento durante la corsa stessa. Portato nella città di Belleville, che altro non è che una mescolanza tra Parigi, Montreal e New York, viene preso in ostaggio da una banda di gangster intenzionata ad inserirlo in una rete di scommesse clandestine legate alle corse ciclistiche.

Champion e i suoi due sfortunati colleghi vengono obbligati a pedalare su una macchinario che simula una gara ciclistica. Madame Souza venuta a conoscenza degli accadimenti, sfruttando mezzi di fortuna, raggiunge Belleville per cercare il nipote scomparso. Giunta a Belleville la donna incontra Le Triplettes, invecchiate e decrepite ma ancora attive e sveglie e con l’aiuto del bizzarro terzetto riesce a trovare il nipote e a liberarlo dagli aguzzini.

Fuggono tutti con l’intero macchinario, spinto da solo due dei ciclisti e una delle “Triplette”, e riescono a sgominare i cattivi che li inseguono, e finalmente a lasciare la città.

Appuntamento a Belleville: le particolarità

Il film animato presenta diverse e piacevoli citazioni. E’ anzitutto palese il riferimento allo stile delle Sit-Com e alla produzione cinematografica del regista Jacques Tati tanto che in una scena le Triplettes guardano in tv il film  Giorno di festa del regista transalpino.

Nel disegno dei veicoli c’è una forte ispirazione del design Citroën e il furgone su cui, durante le tappe  del Tour de France, si muove  Madame Souza è sicuramente un Citroën HY.

Osservando il volto di Champion è molto facile identificare che altro non è che una caricatura del campionissimo Fausto Coppi e, invece, il vincitore del Tour ha il viso del “cannibale” Eddy Merckx

Nell’episodio numero 14 della ventiduesima stagione dei Simpsons, Appuntamento a Belleville viene citato durante la premiazione del Golden Globe.

 

Viaggiare in bicicletta di Joshua Cunningham recensione

Viaggiare in bicicletta di Joshua Cunningham

Viaggiare in bicicletta recensione del libro di Joshua Cunningham tra tecnica, narrazione e arte della fotografia

Viaggiare in bicicletta

Viaggiare in bicicletta

Viaggiare in bicicletta è un libro, un manuale, una guida che si stende lungo 21.000 km dal Regno Unito a Hong Kong attraversando scenari e mondi assolutamente incredibili. Un viaggio enorme che aiuta a guardare il mondo e la bicicletta con occhi nuovi.

La pratica del cicloturismo portato a questi estremi è un modo per vivere ai limiti dell’ignoto quando ogni tappa di un tour on the road diventa una avventura e una incognita continua. Per affrontare questo genere di viaggio, il cicloturista deve saper non solo far andare le gambe ma ottimizzare sforzi e soprattutto spazi.

Il libro di Joshua Cunningham racconta il fascino del cicloturismo estremoo in una avventura dal Regno Unito a Hong Kong per circa 21.000 km di strade. L’ampiezza del chilometraggio consente una molteplicità di scenari e di accadimenti passano per l’europa, attraverso i deserti dell’asia, le salita del Karokoram e dell’Himalaya, al Bangladesh fino alle metropoli orientali iper affollate.

Joshua Cunningham, autore del libro, aggiunge a una parte di racconto, una carrellata di suggestive immagini e di consigli pratici sfruttando la sua professionalità come consulente specializzato in ciclismo, fitness, viaggi e avventura.

Gli spettacolari scatti racchiusi nel libro accompagnano visivamente il lettore nella scoperta dei dettagli del viaggio e negli interessanti suggerimenti per affrontare il viaggio al meglio: dall’equipaggiamento indispensabile, ai suggerimenti di guida fino alla gestione degli aspetti burocratici che una simile attraversata comporta.

Il libro vuole essere più di una semplice guida pur lasciando al lettore indispensabili suggerimenti tecnici per la parte del vestiario, dell’orientamento, dell’alimentazione e del recupero delle energie.

Viaggiare in bici è un’avventura tra due punti, senza altro motivo che viaggiare, senza conoscere ciò che sta tra i punti e senza altro obiettivo che scoprirlo

Viaggiare in Bicicletta: i dettagli

Anagrafica del libro: Edizioni LSWR – Collana Grandi Passioni

  • Edizione: prima edizione
  • Pagine: 264
  • Formato: 18 x 24 cm
  • ISBN: 9788868955854
  • Rilegatura: Brossura olandese
  • Data di pubblicazione: Marzo 2018
  • Prezzo di copertina: € 24,90

 

Pro Cycling Manager 2018 recensione del videogame

Pro Cycling Manager 2018 il video game sul ciclismo

Pro Cycling Manager 2018 sviluppato dalla transalpina Cyanide è il videogame manageriale per definizione sul ciclismo

Pro Cycling Manager 2018

Pro Cycling Manager 2018

Pro Cycling Manager 2018 simulazione manageriale ciclistica nata dalla competenza dalla transalpina dello sviluppatore Cyanide e pubblicato da Focus Home Interactive, distribuito da Halifax – Gruppo Digital Bros è la ghiotta novità in campo di videogame per gli amanti del ciclismo.

Abbiamo testato il gioco per voi per ore e non ci siamo stancati minimamente del gioco che appare migliorato rispetto all’edizione precedente.

La casa produttrice ha migliorato alcuni aspetti legati alla simulazione che non avevano completamente saziato la voglia di “realtà” degli utenti.

La modalità Carriera presenta una interfaccia rinnovata e arricchita con nuove funzionalità circa la gestione della contrattualistica con atleti e sponsor oltre che al budget e il calendario.

Lato importante del gioco è la definizione degli obiettivi stagionale del team da cui ne deriva un piano di allenamenti per ottenere (come nel mondo reale) picchi di forma e per modulare il training all’obiettivo. Come nel mondo del ciclismo, anche nel game preparare una “classica” o una corsa a tappe richiederanno esercizi e sforzi diversi.

I team del circuito professionistico sono state riprodotte con tutti i crismi dell’ufficialità ma alcune corse sono divergenti dal reale (supergiro) ma sono adattabili con apposite patch online create da appassionati.

La CPU è molto “aggressiva” e le anomalie sono ridotte al limite nonostante il numero delle “cadute” sia forse un po’ elevato e in grado di compromettere le strategie nelle grandi corse (cosa che effettivamente accade anche nel ciclismo).

Pro Cycling Manager 2018: ciclista Pro

Il gioco presenta la modalità “Ciclista Pro” dove il “gamer” deve vestire i panni di un giovane ciclista che si affaccia nel mondo dei pro creando un divertente meccanismo di miglioramento. Non è un percorso semplice quello stabilito dallo sviluppatore ma può garantire una nuova forma di giocabilità e una “vita più lunga” al gioco stesso.

Pro Cycling Manager 2018: la grafica e il sonoro

Sostanzialmente il motore del gioco è rimasto invariato rispetto alle ultime edizioni del gioco e paga un po’ il segno del tempo. E’ stata migliorata la qualità degli scenari di gioco e si è ridotto il tempo di caricamento. Simpatico l’effetto delle pale dell’aereo che accompagnano le pedalate in gruppo o le lunghe fughe del vostro corridore.

 

 

 

Johannes Von Klebelsberg e Farina campioni italiani downhill 

Johannes Von Klebelsberg ed Eleonora Farina campioni a Pila

Johannes Von Klebelsberg ed Eleonora Farina conquistano i titoli della downhill ai Campionati Italiani di mountain bike di Pila

Johannes Von Klebelsberg

Johannes Von Klebelsberg

Johannes Von Klebelsberg ed Eleonora Farina festeggiano  i titoli della downhill ai Campionati Italiani di mountain bike nell’incantevole scenario di Pila. Nella cittadina della valdostana, lungo un percorso di  2,4 km con 500 metri di dislivello, si sono sfidati i più forti atleti italiana per conquistare l’ambitissima maglia tricolore di categoria.

Al maschile festeggia Johannes Von Klebelsberg che ha fatto registrare il tempo record della pista in 3’48”372 con cui ha preceduto il campione uscente Francesco Colombo di soli 2 secondi. Per Johannes festa grande: dopo il bronzo conquistato agli Europei riesce a far sua anche la maglia di campione nazionale. La terza piazza va a Marco Milivinti mentre appena ai piedi del podio si colloca Loris Revelli.

Tra le donne a sorridere è Eleonora Farina la campionessa uscente che bissa il successo dell’edizione 2017. La 28enne trentina chiude la prova in 4’12”115 imponendosi di  ben 7 secondi sulla forte Veronika Widman. Il terzo gradino del podio è per Alia Marcellini

Nella categoria juniores machile vittoria di Giacomo Masiero davanti a Stefano Introzzi e Samuele Cavina, mentre tra le Juniores femminile ad imporsi è Lelia Tasso, che precedete Lisa Gava e Ilaria Martini.

 

 

Ciclismo nuovo velodromo in Italia? 

Ciclismo nuovo velodromo autorizzato dalla Federazione

Ciclismo nuovo velodromo, Federazione Ciclistica Italiana ha autorizzato l’inizio dei lavori che si completeranno prima di Tokio 2020

Ciclismo nuovo velodromo per gli atleti azzurri

Ciclismo nuovo velodromo per gli atleti azzurri

Ciclismo nuovo velodromo per gli atleti azzurri? Dopo le brutte notizie legate al Velodromo di Montichiari che si susseguono ormai da mesi, ecco arrivare una bella ventata di aria fresca. E’ notizia di oggi, infatti, che la Federazione Ciclistica Italiana, nella figura del Segretario Generale Maria Cristina Gabriotti, ha autorizzato l’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo Velodromo di Spresiano.

Entro l’estate avverrà la posa della prima pietra, ci vorranno 18 meri per la realizzazione dell’opera dall’accordo tra la Federazione Ciclistica Italiana e Pessina Costruzioni, dopo i 9 mesi dedicati alla progettazione.

I lavori, secondo quanto previsto dall’accordo, dovrebbero concludersi per gennaio 2020, in tempo per la preparazione delle Olimpiadi di Tokyo (in programma dal 24 luglio al 9 agosto 2020).

Il Velodromo avrà le caratteristiche di un impianto di categoria 1, secondo la normativa UCI, con capacità fino a 6.000 posti e sarà idoneo allo svolgimento di manifestazioni quali Campionati del Mondo e competizioni Olimpiche.

Il progetto si alimenterà con finanziamento pubblico e verrà realizzato in base alle disposizioni della finanza di progetto, l’aggiudicatario si farà carico della gestione per 50 anni con l’obbligo di lasciare gratuitamente a disposizione l’impianto alla FCI per 150 giorni l’anno.

Ciclismo nuovo velodromo: le dichiarazioni

“Con estrema soddisfazione salutiamo la nascita del secondo impianto coperto dedicato al ciclismo. Un obiettivo raggiunto grazie alla determinazione della Federazione e alla buona volontà di tutti i soggetti coinvolti. Mi auguro che presto il ciclismo italiano possa ospitare altri eventi internazionali, oltre a garantire un secondo velodromo per l’attività delle nostre Nazionali con uno standard logistico di eccellenza, già per le prossime Olimpiadi di Tokyo” le parole del presidente della FCI Renato Di Rocco.

“L’avvio dei lavori del Velodromo è per noi motivo di grande emozione. Un’opera unica nel suo genere in Italia per grandezza e livello”, dichiara Massimo Pessina, Presidente di Pessina Costruzioni. “Un impianto che non solo edificheremo ma che avremo in gestione per i prossimi decenni e in cui ci prepariamo fin da subito ad ospitare gare nazionali ed internazionali di altissimo livello. Sarà un Velodromo all’avanguardia sia dal punto di vista architettonico che dei materiali, una struttura da molto tempo attesa dalla Federazione, dai ciclisti e da tutti gli appassionati di questo sport”, conclude Pessina.

 

101 racconti d’Italia in salita e discesa #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia un bellissimo libro fotografico

101 racconti d’Italia, progetto digitale di Banca Mediolanum racconta con storie immagini l’avventura del Giro d’Italia

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro è un libro edito da Mondadori Electra e nato da un digitale di Banca Mediolanum, sponsor della corsa rosa, in cui vengono narrate 100+1 storie di ciclismo e vita.

Sono tanti i volti noti che con i loro racconti, i loro aneddoti, testimonianze e pensieri hanno dato forma al libro che abbina ad ogni racconto un’immagine scattata durante il Giro d’Italia. Il libro è un viaggio lungo l’Italia, un viaggio tra le persone e le loro emozioni scandite dal passaggio delle biciclette rosa.

Adorni, Bettini, Fondriest, Moser, sono alcuni degli ex corridori che hanno prestato il loro volto e la loro memoria per la stesura di questo particolarissimo libro che racchiude tre le sue pagine un viaggio lungo 4 anni attraverso le strade del bel paese. Un viaggio, come detto, fatto di memorie ma anche di scatti digitali per raccontare la passione del popolo del ciclismo pronto a tutto pur di godere dello spettacolo “corsa più bella del mondo nel Paese
più bello del mondo”.

Il concept del libro vuole l’uomo, con il suo volto, protagonista della storia tra passione, emozioni e folklore locale. Il progetto online è cresciuto con il passare dei giorni anche grazie alla cassa di risonanza dei social network come Facebook, Twitter e Instagram.

Il progetto ha infatti voluto espressamente coinvolgere il pubblico con l’hashtag #storiedalgiro diventando così espressione del volto che lo stesso sponsor vuole mostrare del suo essere banca. L’idea, spinta da un team di ragazzi del marketing di Banca Mediolanum, è diventato un caso di studio in alcune Università che si occupano di comunicazione.

Sfogliare le pagine di 101 racconti d’Italia porta il lettore a gustare i sapori e gli odori delle zone che il Giro percorre osservando le foto dei protagonisti. Leggere gli aneddoti riportati trasporta il lettore in un momento di fantasia collettiva e gioia quale è il Giro d’Italia

101 racconti d’Italia: parla Massimo Doris

“La passione per il Giro d’Italia me l’ha trasmessa mio padre – dichiara Massimo Doris, amministratore
delegato di Banca Mediolanum – portandomi fin da piccolo ad assistere al passaggio della corsa a bordo
strada. Una passione che sedici anni fa si è trasformata nella sponsorizzazione della Maglia dedicata al
miglior scalatore e con essa la possibilità di valorizzare il nostro impegno sul territorio con clienti e
appassionati che nel mese di maggio popolano le strade del Giro. Il libro #StorieDalGiro è il risultato e la
testimonianza di questa continua contaminazione tra digitale e reale.”

La via della rinascita di Luigi Cecchinelli   

La via della rinascita. In bici fino a Roma lungo la via Francigena: recensione

La via della rinascita. In bici fino a Roma lungo la via Francigena di Luigi Cecchinelli storia di un miracolo che ti cambia la vita

La via della rinascita.

La via della rinascita.

La via della rinascita. In bici fino a Roma lungo la via Francigena di Luigi Cecchinelli è arrivato sulla scrivania un martedì mattina, ora di sera il libro era stato divorato dal sottoscritto.

Avevamo letto la storia di Luigi e ci aveva incuriositi, leggerla su carta ci ha commossi. Il libro non è solamente il diario di una meravigliosa avventura on the road ma è la narrazione di una rinascita, dello spirito di rivalsa e del desiderio di riappropriarsi della vita che  solo un grande shock può realmente generare.

Parliamoci chiaro, a tutti a noi è capitato di dire “da domani cambio tutto” con la voglia di vivere più intensamente la propria vita. Parliamoci altrettanto chiaro, quasi nessuno lo fa se non di fronte ad un cambiamento spesso imposto.

Ecco per Luigi Cecchinelli quel cambiamento è arrivato nel 2011. Luigi è un 38enne, impiegato al Comune di Pontedera. Luigi è un 38enne come tanti, vive la sua vita ma poi un brutto giorno viene investito sul ciglio della strada. Il suo ricordo, la sua scatola nera si interrompe con le sirene dell’ambulanza che lo sta portando in condizioni disperate in ospedale. Luigi viene operato, resta in coma per qualche giorno.

Signora, è andata bene a suo marito… le consiglio di andare ad accendere un cero a Montenero. Quando va bene, dopo questi incidenti si esce sulla sedia a rotelle” sono le parole che il chirurgo dice alla moglie di Luigi.

Un miracolo, un miracolo non indolore. La riabilitazione è dura e sofferta ma l’accadimento negativo è un momento catartico nella vita di Luigi Cecchinelli

La via della Rinascita, in bici fino a Roma lungo la via Fancigena prodotto da ArtEventbook Edizioni racconta della realizzazione dell’obiettivo che Cechinelli si era riproposto: percorrere il famoso percorso dei pellegrini.

Se la salvezza per Luigi ha del miracoloso, similarmente miracolosi sono gli accadimenti che si possono trovare lungo la Francigena o lungo altri percorsi come il Cammino di Santiago.

Ma questi camminamenti fisici, mentali e spirituali non sono pregni solo di miracoli ma anche di normalità e quotidianità oltre che di rapidi e maglifici incontri. Il libro racconta la “normalità” degli accadimenti tipici di queste avventure: problemi, forature, fatica, sofferenza, freni rotti e ricambi esauriti.

Poco cambia se vi mettete in cammino per fede, per spirito d’avventura o, come è accaduto a Luigi, per entrambe le cose, la certezza è che il percorso di plasma l’anima, ti fa scoprire il bello, il bello della natura, il bello delle persone, il bello di raggiungere un obiettivo che solo qualche anno prima poteva sembrare non solo arduo ma impossibile.

La via della rinascita è la testimonianza di una persona che ha compreso l’importanza del vivere pienamente anche gli aspetti apparentemente più banali della quotidianità ed è uno sprone a tutti quelli che vogliono provare questa straordinaria avventura on the road.

La via della Rinascita: dove comprarlo!

ll libro può essere ordinato in ogni libreria (isbn. 9788896356463)o direttamente alla Casa Editrice ArtEventBook edizioni  (info@arteventbook.it) o sul portale IBS.

Doodle Google omaggia i cento anni di Gino Bartali

Doodle Google omaggia il campione toscano

Doodle Google omaggia i centro anni dalla nascita del mitico Gino Bartali nella home page del noto motore di ricerca

Doodle: Google omaggia Bartali

Doodle: Google omaggia Bartali

Doodle Google omaggia i centro anni di Gino Bartali con un l’ambitissimo logo temporaneo del noto motore di ricerca. Sono in tanti oggi a celebrare i cento anni dalla nascita del mitico Ginettaccio vincitore di 3 Giri d’Italia e due Tour de France oltre che mattatore nelle “classiche monumento” con 4 Sanremo e 3 Lombardia.

Il nome di Bartali è leggenda nel mondo del ciclismo e dello sport mondiale ma la popolarità dell’atleta toscano, le cui gesta sono narrate anche in numerosi libri (esiste anche un fumetto) va oltre i meriti sportivi. Il nome di Gino entra nella leggenda “politica” del nostro paese per aver quantomeno  calmato gli animi (se non evitato la guerra civile) dopo l’attentato a Palmiro Togliatti a cui furono sparati colpi di pistola da parte di Antonio Pallante, un fanatico anticomunista.

La popolarità extrasportiva di Bartali prende vigore a livello mondiale per la vicenda, per tanti anni taciuta, del suo supporto a favore di molte famiglie ebree fiorentine vittime delle persecuzioni razziali durante la seconda guerra mondiale.

In particolare il campione toscano, fece da “corriere” tra l’arcivescovado di Firenze e il convento francescano di Assisi portando documenti indispensabili per fornite identità nuove ai perseguitati.

Il maggio scorso, in occasione della partenza dell’ultimo giro d’Italia da Gerusalemme, Gino ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Israele dopo essere stato insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni conferito dallo stesso Stato d’Israele qualche anno prima.

Ora Google omaggia con un Doodle la figura di Gino con l’onore dell’immagine in home page, sicuramente una moderna celebrazione di un grande Uomo.

Doodle: cosa sono?

doodle sono dello modificazioni del logo di Google che il noto motore di ricerca presenta sulla propria home page in occasione di particolari eventi o ricorrenze. I Doodle possono essere mondiali o risultare differenti in base alla nazione di accesso

Il primo della storia venne dedicato il 30 agosto 1998 al Burning Man, un festival della durata di otto giorni che si svolge ogni anno dal 1986 a Black Rock City.

I doodle successivi sono usciti dall’estro di a Dennis Hwang, allora stagista presso Google e oggi affermato disegnatore (di doodle e non solo).

Sono diversi i personaggi famosi che sono stati celebrati da Google tra gli altri, si ricordano nomi del calibro di Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Andy Warhol, Nikola Tesla, Mahatma Gandi oltre ad atleti come Ayrton Senna e, appunto, Gino Bartali.

Doodle: il significato?

La parola in inglese significa “scarabocchio” ovvero i disegni che si fanno quando si è al telefono o durante noiose riunione. In origine il termine significava “sciocco”(dal tedesco dödel) da cui la canzone Yankee Doodle cantata dalle truppe inglesi durante la prima Guerra di Indipendenza Americana poi diventato canto patriotico statunitense.