Manuel Oioli vince anche a Laxolo

Manuel Oioli vince la quattordicesima gara della stagione

Manuel Oioli

Manuel Oioli sul traguardo

Manuel Oioli vince sull’arrivo in salita di Laxolo di Brembilla dove si è concluso il 2° Trofeo Ristorante La Rua – 11° Trofeo Coop Brembilla, gara unica per Esordienti organizzata dal Pedale Brembillese.

Alla partenza 102 corridori, anche diverse ragazze e due maglie tricolore: quella di Oioli e di Francesca Barale, entrambi premiati dagli organizzatori e dal sindaco prima del via.

Il ragazzo della provincia di Novara si è lasciato alle spalle i bergamaschi Alessandro Belussi (Uc Ossanesga) e Lorenzo Facchi (Velo Club Sarnico). La corsa si è svolta su un percorso prettamente pianeggiante ma che presentava una interessante erta finale.  Nessuno in salita è riuscito a fare la differenza e alla fine lo spunto più brillante è stato quello di Manuel Oioli ancora in forma smagliante.

 

Derny cos’è questa prova del ciclismo?

Derny, una prova storica quanto poco nota

Derny

Immagine storica del Derny

Il derny, specialità nata in Europa, è una gara di endurance che si disputa su distanze tra 25 e 40 km. Il nome deriva dalla particolare motocicletta a pedali (il derny) utilizzata dall’allenatore (pilota) di ciascun partecipante per fargli sfruttare la scia. In una prova possono competere al massimo 10 derny (in funzione delle caratteristiche della pista), e per accedere alla finale possono essere previste delle qualifiche su distanza leggermente inferiore. La vittoria va al corridore che taglia per primo il traguardo dopo i giri previsti.

I mezzi utilizzati dagli allenatori devono rispettare determinate caratteristiche ed essere sottoposte a controlli accurati prima della partenza della competizione e non è consentito il cambio del mezzo salvo rari casi.

Questa è una disciplina che richiama agli albori delle corse in bicicletta, alle storiche sei giorni. Nel finire degli anni 90 e primi anni 2000 questa disciplina è un po’ “passata di moda” ma mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino. Osservare il giro attorno all’ovale dei derny a sfiorare i 100 all’ora, superandosi, a volte sfiorando i contatti, godersi i corridori che quasi diventano un tutt’uno con la moto che li precede resta una attività per veri intenditori.
Il derny è sublimazione del concetto di velocità dove si spingono rapporti impossibili, le forcelle stanno un po’ più indietro e dove i body sono più attillati che nelle cronometro tradizionali.

Il corridore che sta dietro il motore prende sovente il nome di “Stayer” ossia del ciclista specializzato nello stare “dietro motore”, negli anni 60, con le tecnologie nettamente inferiori alle attuali, in velodromi con pendenze impressionati (il Vigorelli di milano vantava una pendenza attorno al 42%), questa disciplina era solo per uomini con il “pelo sullo stomaco”.

 

 

 

Mondiali su Pista Juniores: ecco i nazionali

Mondiali su Pista Juniores ecco i convocati per l’Italia

Mondiali su Pista Juniores

Mondiali su Pista Juniores

Mondiali su Pista Juniores in programma al Velodromo Fassa Bortolo di Montichiari (BS) da mercoledì 23 a domenica 27 agosto, sono state diramate le convocazioni degli atleti azzurri da parte di Davide Cassani, su indicazione dei Commissari Tecnici Edoardo Salvoldi (donne) e Marco Villa (uomini) ha convocato i seguenti atleti:

NAZIONALE DONNE JUNIORES

Capobianchi Giada (S.C. Vecchia Fontana)
Consonni Chiara (Valcar Pbm)
Fidanza Martina (Eurotarget-Still Bike)
Guazzini Vittoria (S.C. Vecchia Fontana)
Paternoster Letizia (S.C. Vecchia Fontana)
Pirrone Elena (Gs Mendelspeck)
Scarsi Gloria (Valcar Pbm)
Zanardi Silvia (S.C. Vecchia Fontana) – Riserva in patria

NAZIONALE UOMINI JUNIORES
Amadio Emanuele (Danieli 1914 Cycling Team)
Boscaro Davide (Work Service Liotto)
Cavicchioli Jacopo (S.S. Sancarlese Bicicult)
Gazzoli Michele (Aspiratori Otelli-Vtfm-Carin-Nacanco)
Gobbo Davide (Cc Cremonese 1891 Gruppo Arvedi G.B)
Macchioni Andrea (Simec-Fanton-Cicli Paletti)
Manfredi Samuele (Team Romagnano Guerciotti)
Masotto Giulio (Cipollini Assali Stefen)
Minali Michael (Cipollini Assali Stefen)
Pastorelli Filippo (Feralpi Monteclarense Asd)
Peschiera Simone (Team Romagnano Guerciotti)
Pongiluppi Matteo (A.S.D. Ciclistica 2000 Litokol)
Proserpio Christian (Energy Team A.S.D.)
Viero Marco (Work Service Liotto)
Zadra Gabriele (Team Südtirol Asd)

 

Creare una generazione di ciclisti? si può!

Creare una generazione di ciclisti nel nostro paese sarebbe un salto in avanti

Creare una generazione di ciclisti

Ciclismo amatoriale

Creare una generazione di ciclisti nel nostro paese ? Missione difficile ma non impossibile. Certo se si osservano le percentuali odierne di italiani che usano la bicicletta si trovano percentuali da prefisso telefonico. Se si togli a questo numero la quota dei “ciclisti della domenica” o dei cicloamatori il quadro è, rispetto a molti paesi europei, sconfortante.

Molti utilizzatori delle due ruote italici, poi, non lo fanno per indole ma solo per “necessità” il che crea il panorama di un paese privo di cultura ciclistica.

Creare una generazione di ciclisti, come?

Se si osserva uno dei paesi più virtuosi per l’uso della bicicletta, l’Olanda (vedi articolo sul maxi parcheggio di Utrecht) è facile capire come l’uso della bicicletta sia uno degli insegnamenti, quasi degli imprinting che i genitori fanno ai figli. Purtroppo l’Italia ha la cultura che anche solo per andare alla scuola vicino a casa sia necessario impiegare l’auto. Politiche della mobilità dei bambini dirottandoli verso il “piedibus” o il “bicibus” potrebbe modificare la loro visione dello spostamento. Non più auto-centrico ma bici-centrico.

La rivoluzione culturale parte dalle nuove generazioni, non basta creare una pista ciclabile, spesso senza fatta senza logica né collegamenti idonei per creare una generazione di ciclisti, certo è un passo avanti ma non basta.

Sarebbe bello se, oltre alla sperata norma “salva ciclisti” si provasse a cambiare la cultura dello spostamento, non delle nostre generazioni ormai sedimentate sul trasporto con auto, ma sulle prossime generazioni con una attenta pianificazione della visione di “spostamento”.

 

 

 

Utrecht il parcheggio bici più grande del mondo

Utrecht apre il parcheggio bici più grande del mondo

Utrecht

Il parcheggio di Utrecht

Utrecht ha inaugurato un parcheggio per sole biciclette record: è il più grande al mondo. Tutto è partito con i lavori  di progettazione e riqualificazione della nuova stazione ferroviaria della città. L’idea che nella mentalità italiana può sembrare una “follia” (in totale potrebbero essere 12.000 le biciclette ospitabili), in realtà è frutto di uno studio approfondito in quanto ad Utrecht così come ad Amsterdam e a L’Aia, il problema del sovraffollamento di biciclette non è uno scherzo e le amministrazioni sono alla ricerca di soluzioni più o meno innovative.

Il progetto era partito nel 2013 e ora prende vita l’intero progetto che prevede nuovi spazi per la cultura e il tempo libero, edifici a ridotte emissioni, la riapertura di un canale che era stato chiuso negli anni ’70 oltre che al succitato parcheggio.

Va considerato che ad Utrecht il 40% degli spostamenti su distanze inferiore ai 5km avviene a mezzo bicicletta questo spiega l’impellente necessità di garantire parcheggi adeguati sia numericamente che dal punto di vista delle strutture per le nostre amate due ruote.

Luciano Berruti funerali domani alle 10.30

Luciano Berruti funerali domani nella Chiesa dell’Immacolata Concezione

Luciano Berruti funerali

Luciano Berruti

Luciano Berruti funerali saranno celebrati domattina alle 10.30 presso la Chiesa della Immacolata Concezione a Cosseria dove l’amministrazione comunale proclamerà il lutto cittadino. La famiglia del povero Lucky ha chiesto di non inviare fiori ma destinare i soldi la Missione in Madagascar di Padre Albano Passarotto.

Da quando ieri è apparsa la notizia della scomparsa dell’Eroico un fiume ininterrotto di attestati di stima è arrivato alla famiglia sia sui social che con i canali “tradizionali”. Tutta Italia piange questo Eroico amante delle due ruote, un lutto improvviso che non ha colpito, appunto, solo Cosseria ma tutta Val Bormida e tutto il mondo del ciclismo eroico.

Classe 1936 Berruti, dopo un passato in sella nel mondo delle gare, aveva riversato tutta la sua passione nella creazione del Museo della Bicicletta inaugurato nel 2010 e ha “prestato” il volto alla Eroica nota gara toscana di ciclismo oggi esportata in tutti i continenti.

Domani sarà il giorno dell’ultimo saluto per parenti, amici e amanti delle due ruote ma il ricordo di Luciano Berruti sarà per sempre nel suo museo.

 

Simone Temperato scala il Gavia

Simone Temperato

Simone Temperato in cima al Gavia

Simone Temperato scala il Gavia in impennata!

Simone Temperato scala il Gavia su una ruota sola, il bassanese ha aggiunto un’altra perla alla sua ormai ricca lista di performance e record ciclistici. Bello vedere le facce stupite di automobilisti, motociclisti e biker che hanno incrociato questo spericolato ciclista su un mezzo senza manubrio e con una sola ruota scalare il gigante Gavia.

“E’ stata senza dubbio una scalata incredibile, oltre le aspettative”, ha dichiarato Simone Temperato dopo aver concluso la prova, “avevo già affrontato questa salita 12 anni fa con la mia bici da corsa in impennata ma in quell’occasione avevo la bici completa, tutta un’altra storia affrontarla con mezza bici! Ho dovuto ancora una volta fare i conti con il tratto finale che presenta la lunga galleria buia e il manto stradale disconnesso, mantenere l’equilibrio in quei punti è stato davvero difficile, ero molto concentrato e determinato, l’esperienza maturata in tutti questi anni e anche un pizzico di fortuna mi hanno fatto finire la prova nel migliore dei modi.

Luciano Berruti muore in bicicletta a 74 anni

Luciano Berruti muore mentre pedala nel suo entroterra ligure

Luciano Berruti muore

Luciano Berruti

Luciano Berruti muore a 74 anni, ci lascia facendo la cosa che più amava: pedalare con la sua bicicletta sulle strade dell’entroterra ligure. Non è un noto corridore, non è un ex indimenticato ma nel mondo dei cicloappassionati il suo è il nome più noto; in pochi al mondo possono vantare lo stesso amore per la bicicletta di Luciano Berruti.

Era in sella alla sua amata bici sulla strada provinciale 15 che collega Bormida a Carcare, quando è stato colpito da un malore che gli è stato fatale. Il corpo di Berruti è stato trovato da alcuni automobilisti che hanno prontamente avvisato il 118 che è intervenuto sul posto potendo però solo costatare il decesso di Luciano.

Protagonista e ambasciatore della Eroica di Gaiole, fondatore assieme ai familiari del Museo della Bicicletta di Cosseria, dove sono esposti cimeli collezionati per oltre mezzo secolo, Luciano ‘Lucky’ Berruti era un poeta delle due ruote, un vero amante del ciclismo

Alla moglie Zofia, ai figli Leszek e Jacek, le condoglianze da parte della redazione di www.ciclonews.biz

Gesto dell’ombrello un “classico” dello sport

Il gesto dell’ombrello non è poi cosi raro nel mondo dello sport e non solo

Gesto dell'ombrello

Gesti dell’ombrello famosi

Il gesto dell’ombrello fatto oggi da Lars Boom sul traguardo della quinta tappa del Binck Bank Tour non è un caso isolato sia nel mondo del ciclismo che dello sport ma in generale è spesso usato da politici, sportivi e cantanti.

Gesto volgare e sicuramente privo di classe il gesto dell’ombrello è diventato ormai un gesto comune.

Il gesto dell’ombrello nel ciclismo

Come detto quello di Boom non è un caso isolato anche nel mondo del ciclismo, ricordiamo tutti Stefano Pirazzi che al Giro d’Italia del 2014 tagliando il traguardo di Vittorio Veneto dedicò l’ombrello a tutti i suoi detrattori. Lo stesso gesto venne fatto dall’ormai veterano Pavel Tonkov che sempre al Giro (ma di dieci anni prima) sull’arrivo di Fondo Sarnico dedicò il gesto dell’ombrello “a tutti quelli che mi criticano”. Nel 2010 toccò a Mark Cavendish fare il gesto dell’ombrello al Giro di Romandia.

Il gesto dell’ombrello nello sport

Tanti i casi nel calcio: su tutti ricordiamo quello di Paul Pogba in Francia-Albania agli Europei del 2016. Famoso anche l’ombrello di Massimo Moratti nel derby col Milan del figliol prodigo Ronaldo e quello di Diego Maradona rivolto ad Equitalia.

Il gesto dell’ombrello dei personaggi famosi

E’ un classico degli anni novanta e di Umberto Bossi leader della Lega ma anche il suo storico alleato Silvio Berlusconi nel 2008 “mimò” il famigerato gesto.

L’ombrello più famoso e divertente resta comunque quello del mitico Alberto Sordi nel film i Vitelloni in cui passando in auto vicino a un gruppo di operai fece, al grido “lavoratoriiiiiii” il gesto dell’ombrello!

 

Mario Cipollini nudo in bicicletta ma col casco

Mario Cipollini nudo in bicicletta come mai?

Mario Cipollini Nudo

Mario Cipollini Nudo

Mario Cipollini nudo in bicicletta era già comparso anni fa, oddio non proprio nudo ma con uno speciale body che ricalcava la muscolatura umana e che aveva suscitato scalpore (come la maggior parte delle cose fatte dal Re Leone).

Gli anni Novanta e Duemila sono stati il momento di massimo livello per il velocista toscano ma anche oggi, che da tempo ha smesso di pedalare nel gruppo, Mario è tra gli sportivi più seguiti sui social. Sono molti i tifosi e soprattutto le tifose che seguono i suoi profili (soprattutto quelle Instagram). Mario è solito postare foto di lui in bici ma l’ultima ha creato una maggior viralità. Il motivo?

Mario Cipollini nudo in sella ad un bolide della nota marca che porta il suo nome non è quasi più una novità, il toscano negli ultimi anni ha deciso di entrare nel mondo delle biciclette come produttore di telai che riportano la scritta, appunto, Cipollini. Le biciclette in questione, anche in virtù dei prezzi abbastanza elevati, sono diventate quasi degli status symbol per chi vuole distinguersi in sella alla propria bicicletta.

Era l’idolo degli appassionati di ciclismo per le sue doti di velocista, oggi è seguitissimo da tifosi – e soprattutto tifose – su Instagram. Merito di una strana abitudine che lo ha reso una star del web, almeno tra gli ex ciclisti professionisti: si fa fotografare in bicicletta. Niente di male se non lo facesse fare mentre è in sella al suo bolide griffato “Cipollini” senza divisa. Avete capito bene, nudo: completamente.

L’ex Campione del Mondo, classe 1967, fin da quando correva è sempre stato un po’ narciso e non ha mai disdegnato di mettere in mostra il proprio fisico statuario, probabilmente l’uso di foto osè è un valido canale comunicativo per rendere appetibili i propri prodotti infatti non è una eccezione trovare foto in cui l’uomo di Zolder 2002 esibisce dorsali, deltoidi e quadricipiti.

Ma Cipollini è lui stesso un sex symbol, dato che periodicamente fa uscire scatti piccanti dove non nasconde nulla, se non le parti intime. Tutto il resto, per il piacere delle sue fans che seguono in massa il suo profilo Instagram, si vede, eccome se si vede. D’altronde, il campione nato a Lucca nel 1967 è sempre stato molto attento all’estetica e non solo delle biciclette.

Lo scorso anno, Cipollini aveva pubblicato una foto simile a quella appena caricata su Instagram, ma si era dimenticato di mettersi il casco. La dimenticanza gli era costata una serie di commenti negativi da una fetta del mondo della bicicletta che da sempre ha come obiettivo l’uso del casco.

Auguriamo a Mario Cipollini che il continuo mostrare il suo corpo sia almeno una fonte di buone vendite in quanto ci sembra un po’ ripetitivo nel soggetto.