Kefir un super alimento probiotico per i ciclisti

Kefir un super alimento originario del Caucaso

Kefir un super alimento originario del Caucaso prodotto della fermentazione del latte adatto anche per l’alimentazione dei ciclisti

Kefir

Kefir

Kefir (più correttamente Kéfir o anche Kephir o Kefyr) è un “superalimento” fermentato a base di latte fresco (di pecora, capra o mucca). Esista il Kefir di acqua e quello di latte (più diffuso).

Il kefir di latte è una bevanda dalle antiche origini ma facilmente preparabile anche in casa. E’ sufficiente assicurarsi una le colonie di batteri specifiche per dare vita al processo.  Altrettanto facile è il processo per creare la bevanda con acqua.

 

Kefir di latte: alimento Probiotico

Ricavato dalla fermentazione acido-alcolica del latte, questo super alimento è un probiotico in grado di veicolare nell’organismo una molteplicità di fermenti benefici.  Il suo contenuto nutrizionale ed il potere probiotico ne hanno fatto un capo saldo dell’alimentazione del Caucaso in grado di offrire un ottimo apporto proteico, salino e vitaminico.

La fermentazione del latte avviene mediante colonie di batteri “buoni” che vivono nel latte o e si riproducono costituendo una vera e propria colonia viva e, se ben curata, in crescita (preparatevi a “donare” agli amici degli starter di Kefir).

Una leggenda orientale spiega che fu Maometto a donare ai pastori i primi grani di kefir noti come “il miglio” del profeta.

Kefir: i principali benefici

  1. Alleato per la dieta: i probiotici contenuti nel kefir consentono di assorbire in modo adeguata gli elementi nutritivi e contiene poche calorie.
  2. Alza le difese immunitarie grazia alla biotina e all’acido folico. Lactobacillus kefiri, il principale probiotico contenuto nella bevanda riduce la proliferazione di batteri come l’Escherichia coli.
  3. Combatte l’osteoporosi grazie alla carica di calcio e Vitamina K2
  4. Contiene Acido Folico aiutando contro le infezioni
  5. Migliora l’aspetto della pelle: accelerando anche il processo di guarigione di eventuali scottature o rash cutanei;
  6. Può alleviare i sintomi di allergia e asma

Kefir d’acqua

Noto anche col nome di Tibicos è una bevanda leggermente alcolica e frizzante ottenuta dalla fermentazione di un liquido zuccherino mediante l’aggiunta degli appositi granuli. Il sapore è assolutamente particolare e non comune tanto da non appagare il palato di molti ragion per cui è suggerito di mischiarlo con succhi di frutta

Kefir di Latte: La Ricetta

Il sapore è decisamente simile a quello dello yogurt ma ha una consistenza più liquida con un retrogusto vagamente frizzante e meno acido.
Nei negozi di alimentazione naturale o su internet è facile procurarsi degli starter per produrre questo super alimenti in casa.

In genere sono delle bustine con cui potrete dare il via alla vostra colonia. E’ importante ricordare che il ricavato con Acqua e quella con Latte partono da tipologie di colonie differenti.

Alcuni suggeriscono di provare qualche fermentazione “a vuoto” per far “mutare” le colonie da latte a colonie da acqua ma spesso questa procedura porta alla morte della colonia in quanto non sufficientemente resistente.

Materiale occorrente e ingredienti
Uno cucchiaio di granuli di kefir (5% in peso del latte)

2 barattoli in vetro con coperchio
1 colino

Latte: si può utilizzare qualunque tipo di latte (il sapore naturalmente varierà) pastorizzato, UHT, crudo, intero, parzialmente scremato o scremato,

Procedimento
Inserite i grani di kefir in uno dei due contenitori e aggiungete il latte (non oltre i ¾ del contenitore). Chiudere il coperchio ma non avvitatelo troppo stretto (si può usare anche dell’alluminio e un elastico).
Riponete il vasetto in un posto lontano dalla luce del sole con temperatura tra i 18 e i massimo 30 gradi (la temperatura ottimale è 22 gradi).
Dopo 24 ore il kefir sarà pronto ma è possibile allungare la fermentazione di ulteriore 24 ore (il sapore del prodotto sarà più intenso).

Mescolate il liquido e colatelo con un colino sotto cui avrete messo l’altro barattolo. Il prodotto filtrato è pronto per essere consumato o conservato in frigorifero mentre le colonie rimaste nel colino vanno reinserite nel vasetto con altro latte.

Cycling Stars Criterium, Vincenzo Nibali l’attrazione

Cycling Stars Criterium a Belluno lunedì 3 giugno

Cycling Stars Criterium, sarà Lo Squalo Vincenzo Nibali l’attrazione principale dell’evento di Lunedì 3 giugno a Belluno

 

Cycling Stars Criterium: Nibali

Cycling Stars Criterium: Nibali

Cycling Stars Criterium come dice il nome stesso è il circuito delle stelle…e che stelle. Vincenzo Nibali ha già detto si e confermato la sua partecipazione all’evento che andrà in scena a Belluno la sera di lunedì 3 giugno, il giorno dopo la conclusione del Giro d’Italia.

Basterebbe questo nome per far capire che sarà una grande serata di ciclismo, ma la verità è che il comitato organizzatore sta lavorando per portare in passerella a Belluno, sul circuito cittadino che si snoderà tra la centralissima Piazza dei MartiriPiazza Duomo Via Mezzaterra, alcuni dei migliori corridori che in questi giorni si stanno dando battaglia sulle strade rosa del Giro d’Italia.

Non servono presentazioni per Vincenzo Nibali…è uno dei sette corridori ad essere riuscito a vincere in carriera tutti e tre i grandi giri: Tour de France (2014) , Giro d’Italia (2013 e 2016) e Vuelta Espana (2010). Di questi magnifici sette lui e Chris Froome sono gli unici due in attività, gli altri cinque sono Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault e Alberto Contador. Corse a tappe ma non solo nel palmares di Vincenzo Nibali ci sono infatti anche due classiche monumento, la Sanremo (2018) e il Lombardia (2015 e 2017). Non stiamo parlando di una stella del ciclismo, ma di una leggenda.

“Ho un bellissimo ricordo delle passate edizioni del Cycling Stars Criterium, soprattutto per il tifo e il grande calore del pubblico presente. Eventi come questo fanno bene al ciclismo, è una formula che piace molto sia a noi corridori che al pubblico. Ora sono concentrato sul Giro, sono contento della prima parte, nella crono di San Marino sono andato abbastanza bene rispetto ai miei diretti rivali e adesso arriveranno tappe importanti con le grandi montagne. Comunque sono sicuro che il 3 giugno a Belluno sarà una bellissima festa per tutti” dice Vincenzo Nibali.

“Avere anche quest’anno Vincnzo Nibali è una grande soddisfazione. Lo Squalo è uno dei simboli del ciclismo italiano e ha sempre onorato il nostro evento, ha vinto il criterium nel 2017 e lo scorso anno ha fatto secondo alle spalle di Elia Viviani. Siamo sicuri che sarà un dei protagonisti di questo Giro che si sta rivelando molto bello e spettacolare. E dopo il Giro qui a Belluno i tifosi di tutte le età, in particolare i bambini che sono il futuro del ciclismo avranno modo di incontrarlo dal vivo, per foto e autografi, in un ambiente di festa e molto più rilassato rispetto allo stress che si vive quotidianamente al Giro. Nibali ma non solo, qui al Giro in questi giorni stiamo lavorando per allestire un campo partenti di assoluto livello per il Cycling Stars Criterium del 3 giugno e posso assicurare che saranno tanti i top rider presenti in Piaza dei Martiri. Oltre alla corsa dei prof prima ci sarà la corsa degli ex e qui possiamo già annunciare la presenza di due ex campioni del mondo come Alessanro Ballan e Paolo Bettini e di un altro corridore sempre amato dal pubblico come Matteo Tosatto. Anche qui nei prossimi gorni si aggiungeranno altri nomi importanti” commenta Enrico Bonsembiante di Valdobbiadene che è il presidente del comitato organizzatore Cycling Stars Criterium, in questi giorni impegnato al Giro d’Italia.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Lenzi Bike negozio online di prodotti per ciclismo

Lenzi Bike nuovo e usato di qualità

Lenzi Bike store online e negozio fisico con sede a Prato dal 1931 dove trovare biciclette ed accessori nuovi e usati delle migliori marche

Lenzi Bike Logo

Lenzi Bike Logo

Lenzi Bike nasce a Prato nel 1931 dall’iniziativa di Lenzo Lenzi, come negozio di vendita e riparazione biciclette. La tradizione è proseguita nel corso degli anni mantenendo inalterata, nel passaggio generazione, la passione e l’amore per il ciclismo.

Oltre 80 anni di storia hanno reso il marchio della famiglia Lenzi come un’istituzione della città di Prato divenuto ormai un marchio di portata nazionale grazie allo store online sempre rifornito di offerte.

Sono Tiziano Lenzi e i figli Valerio ed Alessio a portare avanti l’esperienza nata dalla passione del nonno e consolidata nel corso di anni di professionalità e serietà.

L’idea premiante è stata quella di “settorizzare” l’azienda individuando figure specifiche per ogni linea di prodotto trattati:

  • Tiziano: Bici da passeggio, Spin Bike, City Bike, Cyclette, Bici da bambino, etc.
  • Valerio: Bici da corsa, MTB, abbigliamento tecnico, accessori e servizi annessi
  • Alessio: Officina, Meccanica, Misurazioni e servizi annessi.

 

Lenzi Bike: shop online

Acquistare sul sito di Lenzi Bike è facile e intuitivo, basterà selezionare il prodotto di interesse nella quantità desiderata e premere su “vai alla cassa”. Il sistema chiedere di effettuare il login con user e password oppure mediante Facebook.

Per procedere con l’ordine occorrerà inserire o confermare i propri dati anagrafici, inserire l’indirizzo di destinazione della merce e scegliere il metodo di pagamento.

Successivamente il sistema invierà un’email di conferma dell’avvenuto pagamento oltre che la conferma dell’ordine da parte di lenzibike.it con riepilogo degli articolo, prezzi qualità, metodo di pagamento e indirizzo di consegna.

Attenzione, gli ordini possono essere modificati esclusivamente contattando telefonicamente lo store al numero  +39 0574 1821153.

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Lenzi Bike: principali prodotti trattati

Biciclette da Strada, MTB, E-Bike, City Bike, Telai, Biciclette da Bambino, componenti, ruote, selle, manubri, freni, abbigliamento, scarpe, occhiali, protezioni, accessori, ciclocomputer, GPS, luci, tool, pompe, attrezzi vari e tanto altro.

Lenzi Bike: contatti

LENZI SPORT SNC
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59100 – Prato (PO)
Telefono :(+39) 0574 1821153
Email :info@lenzibike.it

Oysho collezione per il ciclismo

Oysho lancia la prima collezione dedicata al ciclismo

Oysho lancia il brand Oysho Sport  per promuovere prodotti per box, tennis, yoga fitness e la nuova linea ciclismo

Oysho Logo

Oysho Logo

Oysho marchio di proprietà del gruppo Inditex fortemente focalizzato sui prodotti per homewear e sugli indumenti intimi, a partire dal 2011 ha iniziato a inserirsi nel segmento dei prodotti per sportivi lanciando una apposita linea. L’obiettivo dell’azienda è stato fin da subito quello di posizionarsi nel mercato mondiale dell’abbigliamento sportivo attraverso la propria piattaforma di e-commerce. Il brand Oysho Sport è quello scelto per promuovere prodotti per box, tennis, yoga fitness a cui si è aggiunta da poco, appunto, la linea ciclismo.

In Spagna è forte l’identificazione del marchio con i prodotti per lo sport mentre nel nostro paese la trasformazione è ancora in atto a partire dal sito per trasferirsi ai negozi attraverso attività di “segnaletica” rinnovata presso gli store fisici.

L’idea di Oysho è quella di rafforzare l’immagine di brand con forse tensione alla tecnica, mantenendo un’estetica di tendenza ma a prezzi accessibili.

Il brand si è uno dei marchi più forti del gruppo iberico, con un giro d’affari di circa 570 milioni di euro, 670 store in 65 paesi, collabora con la Federazione spagnola di ginnastica e sta stipulando contratti con atleti professionisti di diverse discipline.

Oysho Sport e il ciclismo

L’azienda iberica ha da poco lanciato la sua prima collezione dedicata al ciclismo organizzando quattro masterclass di cycling all’interno del flaghsip store Piazza San Babila a Milano in occasione del recente Salone Internazionale del Mobile.

Martedì 09 aprile si è tenuta la prima Special Class con Alice Betto, Bronzo ai Campionati europei nella Mixed Relay e Campionessa d’Italia nel 2010, 2012 e 2017. La Betto è diventata è Ambassador dell’Oysho Sport Team. Il giorno seguente è stata la volta della pistard e ciclista su strada nel Team BePink.

Giovedì 11 aprile è stata la volta della portacolori del Team Canyon-SRAM, tre volte campionessa italiana élite, Elena Cecchini. Il giorno seguente la master class è stata diretta da Virginia Cancellieri del IRD Carrera Squadra Corse ed esperta di Fixed Gear Racing (scatto fisso).

Oysho Sport: collezione ciclismo

La collezione per il ciclismo presenta shorts da ciclista, leggings lunghie una dotati di imbottitura in gel. Tutti i capi Oysho sono equipaggiati con bande catarifrangenti per una garantire la massima visibilità.

Il brand spagnolo propone giacche waterblock e magliette prodotte nello speciale tessuto quick dry con cerniera anteriore e tasche posteriori. La collezione propone anche una serie di accessori come guantini, occhiali e scarpe da ciclismo.

Vigorelli storia del velodromo di Milano

Vigorelli dalle origini ad oggi: un simbolo di Milano

Vigorelli la storia del ciclismo su pista milanese tra massimo splendore, crisi, risalite e declino. Tutto quello che c’è da sapere sul Velodromo Vigorelli

Vigorelli velodromo di Milano

Vigorelli velodromo di Milano

Vigorelli a Milano è un’istituzione come il panettone e la nebbia, come San Siro e i ”ghisa”. Il velodromo più famoso in Italia ha vissuto una parabola che l’ha portato dalle luci della ribalta al declino per poi iniziare una lenta ma costante risalita.

Milano sul finire del 1800 dimostra un grande amore per lo sport del pedale tanto che al Trotter viene creato un circuito in terra battuto a cui fa seguito uno in legno presso l’Arena Civica. Grazie anche ad alcune corse pionieristiche, la febbre del pedale contagia rapidamente i milanesi, prima per la componente più “aristocratica” che vede la bicicletta come un piacevole passatempo poi anche ai livelli meno elevati della popolazione.

La febbre del pedale, dapprima passatempo aristocratico, contagia rapidamente i milanesi. Il Comune tenta di imporre ai velocipedi un divieto di circolazione entro la cerchia dei Navigli, a causa della loro presunta pericolosità, che però non regge alla passione ciclistica dei cittadini. Già nel 1893 in città si contano infatti quattromila biciclette.

Vigorelli: l’erede del Velodromo Sempione

Forse non tutti sanno che il “padre” del Velodromo Maspes-Vigorelli (esatta denominazione attuale del Velodromo Vigorelli) fu il Campo Sportivo Milanese di via Arona. I due rettilinei della pista presentavano delle tribune e alle curve erano posizionate delle gradinate in cemento.

In mezzo all’impianto ribattezzato dai milanesi “Velodromo Sempione”, inaugurato nel maggio del 1914, era presente un rettangolo di gioco per il calcio dove, il giorno dell’inaugurazione, si disputò l’incontro tra il Milan e la formazione tedesca Phoenix di Karlsruhe, terminata 3-3.

Nel febbraio nel 1920 il calcio milanese di trasferì nel nuovo campo di Via Lombardia lasciando il Velodromo Sempione ad uso esclusivo del ciclismo. Corse su pista erano ospitate anche presso il Palazzo dello Sport di Piazza VI Febbraio in grado di ospitare ben 18.000 spettatori con una vocazione multidisciplinare e che presentava una pista in legno smontabile.

In quegli anni la popolarità del ciclismo su strada vide un ulteriore incremento togliendo interesse alle corse su pista. Proprio questo calo di interesse del pubblicò porto a una drastica riduzione dell’attività di manutenzione della pista con un conseguente abbandono del Velodromo Sempione che nel 1928 venne abbattuto.

Demolito “il Sempione” Milano restò per ben sette anni senza una struttura appositamente dedicata in alle corse ciclistiche su pista.

Velodromo Vigorelli, nasce nel 1934

L’assenza di un impianto specificatamente dedicato al ciclismo su pista in una città di grande tradizione come Milano non passò inosservata e il dirigente sportivo Alberto Bonacossa assieme a Giuseppe Vigorelli, industriale meneghino e assessore sotto la giunta Mangiagalli che in gioventù fu corridore su pista, lottarono affinché sorgesse in città un nuovo impianto dedicato al ciclismo.

Il 28 ottobre 1935 venne inaugurato dalla Duchessa Xenia Visconti di Modrone-Berlingieri, moglie del podestà di Milano, il nuovo Velodromo cittadino, intitolandolo a Giuseppe Vigorelli davanti a ventimila spettatori (incasso 100.000 lire) oltre 5000 persone non riuscirono ad accedere all’evento.

Solo 3 giorni dopo Giuseppe Olmo ottenne il record dell’ora proprio nel nuovo impianto. Il 7 novembre del 42 sarà la volta di Fausto Coppi a ottenere il nuovo primato con la distanza di km 45,798.

Il Velodromo Vigorelli diventa rapidamente un punto di riferimento e un simbolo della città che raccoglie la dei milanesi e di tanti appassionati lombardi che vogliono godersi sprint, inseguimenti e corse all’americana. Il prato del Vigorelli diventa teatro di incontri di box, la pista attrae il gotha del ciclismo mondiale, anche il ciclismo su strada fa rotta al velodromo con gli arrivi del Giro d’Italia, del Giro di Lombardia e del Trofeo Baracchi.

La Bullona e il Sempione e i loro bar trasudano passione per la amata pista, le foto della “scala del ciclismo” fanno bella vista nei posti più noti della città. Il Vigorelli è leggenda, una leggenda che precede quella dei protagonisti delle sfide su pista.

Sotto le gradinate del Vigorelli, l’officina di Faliero Masi sforna biciclette e il Vigorelli sforna i campioni che utilizzano quelle biciclette, è vera e propria passione.

Durante la Seconda Guerra mondiale, nell’estate del 1944, Milano viene bombardata ripetutamente e tra le “vittime” c’è anche il Vigorelli che viene colpito con la conseguente distruzione della pista. In un anno il tempio del ciclismo milanese viene ricostruito per garantire la continuità delle competizioni.

Vigorelli i concerti dei Beatles

Non solo grande ciclismo ma anche grande musica ha calcato il Velodromo Vigorelli, in particolare negli anni 60 il prato del velodromo vide in scena fenomeni della musica come i Led Zeppelin.

Nel 1965 i Beatles tennero il loro primo fantastico concerto in Italia (uno pomeridiano  alle 17e uno serale alle 21) davanti ad oltre 19.000 spettatori, come supporter Peppino di Capri. L’arrivo a Milano dei FabFour diede ulteriore vanto al tempio del ciclismo su pista italiano.

I posti in tribuna costavano 100o lire, il doppio per stare vicini al palco (all’epoca un quotidiano costava 50 lire).  I Beatles salirono sul palco in giacca e cravatta come da protocollo dei ragazzi di Liverpool, Paul Mc Cartney salutò con un “ciao” il pubblico prima di introdurre la band e attaccare, tra urla e lacrime delle fans, con Twist and shout.

I Led Zeppelin: la battaglia del Vigorelli

Il 5 luglio del 1971, quando a Milano arrivarono i Led Zeppelin portati in italia dal mitico Cantagiro chiamati a chiudere le performance di Gianni Morandi, Lucio Dalla, Milva e Bobby Solo. Stili di versi per fans diversi infatti a salire sul palco fu solo uno: fischi per Gianni Morandi che scese dal palco quasi in lacrime convincendo i colleghi a non salire sul palco.

Nel frattempo all’esterno dei cancelli dal Vigorelli, centinaia di ragazzi premevano per cercare di accedere al concerto. In una Milano  divisa dai credo politici all’esterno del velodromo la polizia era in assetto anti sommossa a presidiare i varchi. Alcuni gruppi di “autoriduttori” cercarono di entrare senza pagare.
Alle 22 quando il forfait dei cantanti italiani fece uscire dal velodromo le famiglie i cancelli vennero aperti scatenando i tumulti proprio nell’attimo in cui i Led Zeppelin salirono sul palco. Il quartiere Sempione venne messo a ferro e fuoco da sassaiolo, cariche della Polizia, lacrimogeni e bombe molotov.

“Keep cool” chiese il cantante del gruppo, Robert Plant, due fumogeni sfiorarono il palco e la band inglese decise di scendere dal palco. I tumulti scoppiarono anche all’interno dell’impianto con danni alla pista e con il palco saccheggiato.

Vigorelli: il declino

Nel 1975 si decise di chiudere il velodromo per sottoporlo ad un restauro che durò sino al 1984, solo un anno dopo la storica nevicata nel 1985 fece crollare la copertura della struttura che danneggiò la pista in parquet. Dopo tre anni di attività a scartamento ridotto, il Velodromo venne definitivamente chiuso all’attività ciclistica nel gennaio ’88.

Il 10 luglio del 1991 venne completata la ricostruzione della tettoia accompagnandola con un nuovo impianto di illuminazione. La riapertura della struttura, però, avvenne solo nel 1997 grazie soprattutto all’impegno del gruppo Mapei per ospitare una gara di sci di fondo.

Il 20 settembre 1998, in concomitanza con l’Esposizione del Ciclo fu ospitato nuovamente un evento ciclistico con nomi di richiamo come i pistard Collinelli, Martinello, Villa e gli “stradaioli” Baffi, Ballerini, Museeuw, Tafi, Tonkov e il mitico Pantani.

L’Amministrazione comunale meneghina decise di dedicare il Velodromo ad Antonio Maspes scomparso il 19 ottobre 2000. I tentativi di riportare il ciclismo al Vigorelli fallirono e l’attività ciclistica si chiuse definitivamente l’11 settembre 2001 per far spazio (sul prato ormai in erba sintetica) agli atleti del football americano.

Vigorelli: i tempi moderni

Nel 2013 nasce l’ Associazione Comitato Velodromo Vigorelli ASD con l’obiettivo di ridare al velodromo milanese il ruolo che gli compete. Nasce da un gruppo di persone, cicliste e non solo che voglio aprire il velodromo alla città per ridare la giusta dignità ad un tempio dello sport italiano.

L’Associazione si impegna per l’apertura sistematica dell’impianto ad amatori, pedalate sociali, attività giovanili, eventi culturali per diffondere l’impiego della bicicletta in una città come Milano.

Nel 2018 è uscito il libro «Vigorelli e altre storie» scritto del giornalista Angelo De Lorenzi. Nel 2019, durante gli eventi del salone del mobile anche il Velodromo è stato protagonista del design con day bed, tavoli e sedute che hanno piacevolmente invaso il prato del velodromo di Milano.

Attualmente il Vigorelli, con campo e pista lignea ristrutturati, è sede degli allenamenti e delle partite  della squadra di football americano Seamen Milano, che lo scorso 9 marzo ha disputato nell’impianto la prima partita di campionato, e gli allenamenti dei Rhinos. Sul campo si svolgono gli allenamenti della scuola di mini rugby Parco Sempione, dell’FC Brera e del Rugby Milano.

La quarta edizione di  Open House Milano, l’evento internazionale di architettura nato nel 2016,  sabato 25 e domenica 26 maggio porterà curiosi a visitare palazzi storici, musei e gallerie, ex edifici industriali e sportivi tra cui il Velodromo Vigorelli.

La società che firma il quartiere Citylife si sta occupando anche del  restyling dello storico impianto con un investimento di circa 7,5 milioni: rifacimento della pista, copertura degli spalti, sistemazione del campo; a questo si accompagna una pista per BMX.

L’impianto completamente revisionato dovrebbe essere consegnato alla città nel 2020.

 

 

 

Giosuè Epis: vittoria di tappa al Tour de Gironde

Giosuè Epis: vittoria di tappa al Tour de Gironde

Giosuè Epis dell’Aspiratori Otelli – in gara con la rappresentativa della Lombardia – si è imposto in Francia al Tour de Gironde

Giosuè Epis (fonte comunicato stampa)

Giosuè Epis (fonte comunicato stampa)

Giosuè Epis, Juniores bresciano dell’Aspiratori Otelli Vtfm Carin Nacanco Baiocchi Alchem Cadeo Carpaneto si è imposto al Tour de Gironde, in Francia, dove ha dominato la seconda tappa della manifestazione dove è in gara con la rappresentativa della Lombardia guidata da Alessandro Vanotti.

Dopo la cronometro del mattino, vinta da Carlos Cano Rodriguez,  Epis ha piazzato la stoccata vincente sul traguardo di Cenon, precedendo lo stesso Rodriguez e il transalpino Theo Degache. Domenica la conclusione della manifestazione in Francia, nazione che  sarà nuovamente teatro di gara nel successivo week end per Epis, che questa volta vestirà la maglia azzurra nel Trophée Centre Morbihan, quarta prova del circuito Coppa Nazioni UCI in programma sabato 25 e domenica 26 maggio. Sabato tappa in linea di 122 chilometri e 800 metri con partenza e arrivo a Plumelin, mentre domenica prima cronometro individuale di 7 chilometri poi seconda semitappa Moustoir-Ac-Locminé di 107 chilometri e 600 metri.

PIRAS QUINTO A ROMANENGO – Buon piazzamento per Andrea Piras, Juniores dell’Aspiratori Otelli Vtfm Carin Nacanco che ha chiuso al quinto posto la cronometro di Romanengo (Cremona), specialità dove era all’esordio, oltretutto in categoria. La vittoria, invece, è andata al tricolore Andrea Piccolo (Team LVF).

Juniores: 1° Andrea Piccolo (Team LVF) 19 chilometri in 23 minuti 19 secondi, media 48,892 chilometri orari, 2° Alessio Bonelli (GB Junior Team) a 20 secondi, 3° Lorenzo Milesi (Ciclistica Trevigliese) a 33 secondi, 4° Pietro Aimonetto (Bustese Olonia Bike Tartaggia) a 36 secondi, 5° Andrea Piras (Aspiratori Otelli Vtfm Carin Nacanco Baiocchi Alchem Cadeo Carpaneto) a 46 secondi, 6° Matteo Corini (Team LVF) a 56 secondi, 7° Davide Ongaro (Sanvendemiano Cycling Team) a 1 minuto 6 secondi, 8° Damiano Valerio (GB Junior Team) a 1 minuto 35 secondi, 9° Marco Colombo (Biassono) a 1 minuto 41 secondi, 10° Davide Dapporto (Italia Nuova Borgo Panigale) a 1 minuto 45 secondi.

LA DOMENICA DI GARE – Saranno ben sei i fronti di gara che vedranno impegnata l’Aspiratori Otelli Vtfm Carin Nacanco Baiocchi Alchem Cadeo Carpaneto nella domenica in sella. La squadra Juniores si dividerà tra Veneto e Romagna: sul primo versante, appuntamento all’internazionale “Piccola Sanremo” con partenza da Spresiano (alle 13,40) e arrivo a Nervesa della Battaglia (Treviso) dopo 125 chilometri e 950 metri, con la formazione composta da Andrea Piras, Andrea Rabba, Matteo Tarolla e Matteo Freddi. A Forlì, invece, il sodalizio piacentino-bresciano parteciperà al 44esimo Trofeo Mauro Valli, corsa di 113 chilometri e 400 metri con partenza alle 13,30. Su quest’ultimo fronte, in sella Pierpaolo Zanelli, Gabriele Coloberti, Gabriele Palmiri, Luca Rizzi, Massimiliano Belloni e Mattia Pinazzi.

Doppio fronte anche per gli Allievi, comunque tutti in gara in Lombardia: Nicholas Botti, Matteo Bicelli, Luca Franzosi, Emanuele Picco e Matteo Togno saranno al via ad Abbiategrasso (Milano) nella cinquantanovesima Coppa Stignani, con partenza alle 9,30 e arrivo dopo 60 chilometri. Il resto della formazione, invece, gareggerà a Lonato del Garda (Brescia) nel 41esimo Trofeo Feralpi, con partenza alle 14 e con 60 chilometri e 600 metri da percorrere.

Gli Esordienti dell’Aspiratori Otelli Vtfm Carin Nacanco Baiocchi Alchem e del Cadeo Carpaneto, invece, faranno fronte comune a Ome (Brescia) nel primo Trofeo Ernesto Bono alla memoria. Alle 9 prenderanno il via i primi anni con sei giri di un circuito per un totale di 24 chilometri e 600 metri; a seguire, la partenza dei secondi anni, chiamati a percorrere 36 chilometri e 900 metri.

Infine, le Donne Esordienti e le Donne Allieve saranno di scena a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova) nel diciannovesimo Memorial Alberto Coffani.  Alle 9 prenderà il via la corsa per Donne Esordienti, con un circuito paesano di 3 chilometri da ripetere 9 volte per un totale di 27 chilometri. Sedici, invece, saranno le tornate per le Allieve (48 chilometri), che partiranno a seguire.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Il metro e mezzo entra nel Codice della Strada

Il metro e mezzo nel Codice della Strada

Il metro e mezzo entra nel Nuovo Codice della Strada, soddisfazione da parte della Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani 

Il mezzo metro nel nuovo codice della strada (fonte comunicato stampa)

Il mezzo metro nel nuovo codice della strada (fonte comunicato stampa)

«All’articolo 149, comma 1, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: Durante la marcia i veicoli […]. Fuori dai centri urbani, purché occorrano le condizioni di sicurezza e le condizioni della circolazione lo consentano, il sorpasso dei velocipedi deve essere svolto lasciando una distanza laterale di almeno 1,5 metri». Con questa frase inserita nel nuovo testo base del codice della strada la Commissione Trasporti ha definito una distanza di sicurezza per il sorpasso dei ciclisti. L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani festeggia con grande entusiasmo questo traguardo raggiunto, per il quale si sta battendo da anni.

L’emozione di Marco Cavorso, che nel 2010 ha perso il figlio Tommaso a causa di un incidente stradale e da allora si batte per fermare la strage dei più deboli sulle strade d’Italia, è comprensibilmente forte. Il delegato alla sicurezza di ACCPI con la moglie Cristina, la vicepresidente ACCPI Alessandra Cappellotto e Paola Gianotti, impegnata in questi giorni in uno speciale Giro d’Italia per sensibilizzare gli automobilisti al rispetto di chi pedala, un paio di mesi fa aveva incontrato a Roma il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli sollecitando un suo intervento al riguardo e, successivamente, era intervenuto in Commissione Trasporti.

«Finalmente, dopo tutti questi anni in cui ho lottato insieme a compagni magnifici come Paola, Maurizio Fondriest, gli amici Pellegrini a Pedali e tanti altri per ottenere il rispetto della vita dei ciclisti urbani e sportivi in ricordo di Tommy e di tutti i suoi fratelli uccisi sulla strada mentre pedalavano, ho ottenuto la meritata risposta dalle istituzioni – commenta. – L’emozione mi pervade perché il metro e mezzo sta per diventare realtà, dopo un percorso di alti e bassi che avrebbe demoralizzato chiunque, anche me, se non ci fosse stata la forza che mio figlio continua a trasmettermi da ovunque lui sia ora. Grazie al ministro Toninelli per aver creduto personalmente in questa battaglia, grazie soprattutto a tutti coloro che hanno condiviso questa richiesta. Un ringraziamento speciale lo devo a Cristina, la mamma di Tommy, e a Federica e Rebecca, le sue sorelle per avermi appoggiato in questi anni difficili».

«Il metro e mezzo è un simbolo, afferma che chi va in bicicletta ha diritto di stare in strada e di avere il suo spazio vitale – aggiunge Cristian Salvato, presidente ACCPI. – L’introduzione di questa distanza minima per il sorpasso nel codice della strada del nostro Paese non cambierà le cose dall’oggi al domani, ma è un passo importante. Siamo davvero orgogliosi di aver raggiunto questo primo traguardo. Se ce l’abbiamo fatta è grazie a tutti coloro che con le loro storie e il loro aiuto ci hanno permesso di non mollare anche nei momenti più duri.  Lo dovevamo a Michele Scarponi, il nostro “capitano” in questa battaglia che non è di certo finita. Il giorno che ci ha lasciato ci siamo presi l’impegno di non arrenderci finché non fossimo riusciti a fermare questa strage quotidiana che registra un ciclista morto ogni 35 ore. Non è ancora tempo di brindare, ma quella che abbiamo ricevuto oggi è una bella notizia che ci sprona a continuare nel nostro impegno».

La petizione #SiamoSullaStessaStrada: rendiamola sicura promossa da ACCPI con Fondazione Michele Scarponi Marina Romoli Onlus sta per vedere esaudita una delle tre richieste avanzate al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. La raccolta firme con il testo integrale è ancora attiva su change.org/SiamoSullaStessaStradaOggi è un giorno felice per i ciclisti, ma per fermare la violenza stradale c’è ancora tanto da pedalare.

FONTE COMUNICATO STAMPA

MTB dal Lago di Como alla Valsassina e Val Brembana. La recensione

 

MTB dal Lago di Como, edito da Versante Sud

MTB dal Lago di Como alla Valsassina e Val Brembana di Claudio Locatelli,  edito da Versante Sud, una guida tra 72 itinerari e 11 ciclovie

MTB dal Lago di Como alla Valsassina e Val Brembana

MTB dal Lago di Como alla Valsassina e Val Brembana è una guida incredibilmente completa per gli amanti della MTB e delle eBike. Questa guida vi accompagnerà nel corso degli anni, vi darà stimoli continui per la ricerca dei tanti percorsi che la zona dei laghi di Como e Iseo mette naturalmente a disposizione degli amanti delle due ruote.

Il libro offre 72 itinerari e 11 ciclovie dalla pianura alle Alpi Orobie sino a superare i 2000 metri d’altezza il tutto corredato da accurate descrizioni, mappe dettagliate e dalla possibilità di scaricare le tracce GPS dei percorsi proposti.

Pur trovandoci di fronte a un libro “imponente” abbiamo riscontrato una imprevedibile facilità di consultazione, merito della grafica assolutamente perfetta. Ogni itinerario viene presentato in base al posizionamento geografico, questa scelta consente di poter modulare meglio la selezione dei percorsi da sperimentare non solo in base al livello di difficoltà ma soprattutto in base alla vicinanza o meno.

Percorrere le proposte contenute in questo volume vi porterà ad avere totalizzato un’infinità di chilometri e di metri di dislivello positivo e quindi negativo, tutti guadagnati a cavallo della vostra bicicletta o della vostra e-bike. Sarà un lungo viaggio che vi condurrà, stagione dopo stagione, dai 120 metri delle pianure alle quote più alte dei passi e dei sentieri delle Orobie, spesso sopra i 2000m di quota.

Accanto ai percorsi classici, MTB dal Lago di Como alla Valsassina e Val Brembana presenta una interessantissima sezione dedicata agli amanti della mobilità rispettosa dell’ambiente attraverso 11 percorsi ciclabili che si sviluppano lungo oltre 340 km di rete ciclopedonale e che rendono questa guida adatta anche alle famiglie che vogliono godersi le bellezze di una parte del territorio lombardo assolutamente meraviglioso e meritevole di essere visto e scoperto sotto una nuova luce.

Per le persone interessate a muoversi partendo da Milano la guida approfondisce le opportunità offerta dalla rete di piste ciclabili che dal capoluogo lombardo di muovono verso la zona dei laghi (Como e Lecco) e le valli bergamasche.

Le proposte di itinerari e di ciclabili possono essere facilmente “unite” per creare un percorso che possa portarvi in sicurezza (tramite appunto piste ciclabili) verso percorsi più impegnativi.

La guida propone un turismo ecosostenibile in zone che spesso snobbiamo ma che in molti paesi stranieri (soprattutto del Nord dell’Europa) ci invidiano per la presenza di corsi d’acqua, fiumi, colline e monti in grado di offrire un panorama e uno scenario davvero unico.

 

Claudio Locatelli è nato nel 1958, vive a Brembate di Sopra (BG) ed è da sempre legato alla Val Brembana dove ha stabilito il suo “campo base” dopo decenni di scialpinismo e alpinismo sull’arco alpino e oltre. Utilizzatore della mountain bike sin dagli albori vi ha trasferito tutta l’esperienza maturata in montagna. Profondo conoscitore delle Orobie e pioniere dell’Alp Bike. Presidente dell’associa- zione Guide MTB Val Brembana asd, accom- pagna in mountain bike i turisti delle agenzie con cui collabora l’associazione. Ideatore e promotore della manifestazione Orobie Bike Fest dedicata al mondo della bicicletta che si tiene a inizio giugno a Piazza Brembana in provincia di BG. Molto del suo passato, presente ma anche del futuro li potete trovare nei siti di cui è stato autore: www.mtbinvalbrembana.itwww.moonrider.it o su facebook: Guide MTB Val Brembana asd.

Editore: Versante Sud
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 4 aprile 2019
EAN: 9788885475113

 

Granfondo Stelvio Santini i consigli di Alessandro Vanotti

Granfondo Stelvio Santini ancora pochi posti

Granfondo Stelvio Santini al via il prossimo 2 giugno tutte le info sulla manifestazione e i consigli di Alessandro Vanotti

Granfondo Stelvio Santini

Granfondo Stelvio Santini

Granfondo Stelvio Santini sono 200 i pettorali ancora disponibili al prezzo di 200 euro per presentarsi al via dell’edizione 2019  e potranno essere acquistati sul sito della competizione fino al 15 maggio. Gli ultimi iscritti avranno accesso a un pacchetto esclusivo che comprende, oltre all’iscrizione, anche il calzoncino da abbinare alla maglia ufficiale e la possibilità di partire dalla prima griglia VIP, assieme ai campioni. Inoltre, 30 euro dell’iscrizione verranno donati a World Bicycle Relief. Chi è già sicuro di prendere parte alla gara di domenica 2 giugno è l’ex-pro Alessandro Vanotti che ha condiviso qualche consiglio per un corretto avvicinamento al grande appuntamento. Quasi tutto pronto quindi, con le strade valtellinesi in attesa di indossare la maglia ufficiale firmata Santini presente nel pacco gara e obbligatoria per tutti i partecipanti.

Manca meno di un mese all’ottava edizione della Granfondo Stelvio Santini, la manifestazione che porterà sulle strade valtellinesi 3.500 appassionati del mondo delle due ruote. Per coloro che non si sono ancora iscritti, sono disponibili gli ultimi 200 pettorali al prezzo di 200 euro sul sito ufficiale della manifestazione www.granfondostelviosantini.com, fino al 15 maggio. Gli ultimi iscritti avranno accesso ad un pacchetto esclusivo che include non solo l’iscrizione alla Granfondo, ma anche il calzoncino da abbinare alla maglia ufficiale e la possibilità di poter partire dalla prima griglia VIP con gli ospiti della Granfondo, tra i quali Alessandro Vanotti e Fabio Felline del team Trek-Segafredo. Inoltre, della quota di 200 euro, 30 verranno devoluti in beneficenza all’Associazione no-profit World Bicycle Relief, una realtà impegnata nella donazione di biciclette alle popolazioni più povere del pianeta.

 

La maglia ufficiale da indossare in gara

Nel pacco gara che verrà consegnato ai partecipanti della Granfondo Stelvio Santini ci sarà la maglia ufficiale della manifestazione firmata Santini Cycling Wear. La divisa di gara, diversa sia per taglio che per colori tra uomini e donne, è obbligatoria per poter prendere parte alla sfida. L’uniformità della jersey è un fattore importante che permette agli organizzatori e ai volontari di riconoscere e tutelare i corridori in gara e, che nello stesso momento, crea un forte senso di appartenenza nei confronti della manifestazione. Oltre alla maglia ufficiale, i finisher porteranno a casa l’esclusivo cappellino che verrà loro consegnato solo raggiungendo il traguardo in cima allo Stelvio.

I consigli di Alessandro Vanotti

L’ultimo mese di preparazione prima di una gara è importante: bisogna trovare il giusto equilibrio tra allenamento e riposo, e alimentarsi nel modo corretto. Lo sa bene l’ex-professionista Alessandro Vanotti, anche lui allo start della Granfondo Stelvio Santini, che ha dei consigli per tutti coloro che stanno scaldando le gambe in vista del 2 giugno.
«Nell’ultimo mese prima della Stelvio Santini, bisogna inserire alcuni allenamenti che possano aiutare a superare le difficolta altimetriche della granfondo – spiega Vanotti – e chi affronterà il percorso lungo dovrà allenarsi passando parecchie ore in bici, lavorare sul fondo in zona anaerobica, effettuare almeno due volte la settimana delle salite che superino i 1.600 metri di altitudine e, se il meteo lo permette, anche i 2.000 metri. Lo stesso allenamento vale anche per chi farà il medio».

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Alessandro su strada si spinge oltre a dei superficiali consigli, e per chi vuole perfezionare la condizione propone anche interventi mirati in salita: «Consiglio di inserire delle ripetizioni particolari, le ormai note SFR, ovvero salite forza resistenza, da fare una volta la settimana – sottolinea Vanotti – e da effettuare su salite tra il 4% e il 6% per 20 minuti suddivise così: 3 minuti a 60 rpm e 2 minuti a 90 rpm. Il tutto replicato per 4 volte per arrivare ai 20 minuti totali. In dettaglio, gli ultimi 5 minuti – dal quindicesimo al ventesimo minuto – da fare alta intesità. Questa è la prima serie, da ripetere eventualmente anche due volte nella stessa sessione di allenamento e con un recupero di 20 minuti. Infine è consigliabile fare una salita da 10 km così composta: 3 minuti a 90 rpm, 3 minuti a 80 rpm e così via fino al termine della salita, cercando di aumentare l’intensità negli ultimi 5 minuti».
Naturalmente, per capire i valori reali da applicare in salita durante gli allenamenti, Alessandro suggerisce di effettuare un test di soglia.

Per quanto riguarda l’alimentazione, anche questo aspetto va curato, partendo dalla colazione che dev’essere abbondante e facendo attenzione a cosa si porta in tavola nei precedenti pasti: «Prediligere frutta e verdura di stagione ma di qualità, pasta, pane e riso integrali, non eccedere in zuccheri e latticini, e scegliere la carne rossa, per chi non fosse vegetariano, nella giornata di riposo e prediligere le carni bianche e il pesce durante gli allenamenti intensi e il giorno prima della granfondo. È importante anche bere molto, per arrivare il 2 Giugno ben idratati».

Infine, nel suo nuovo ruolo di coach e organizzatore di camp dedicati alla preparazione, Vanotti non dimentica il riposo e lo stretching, due elementi giocano un ruolo fondamentale: «Dormire almeno otto ore a notte e praticare la respirazione diaframmatica profonda prima di coricarsi per aiutare ad abbassare il livello di stress psichico e fisico e rilassare mente e corpo – prosegue Vanotti – Inoltre effettuare un massaggio a settimana alle gambe, soprattutto se nella quotidianità si passano tante ore in piedi, e fare stretching abitualmente per diminuire le tensioni muscolari e migliorare la flessibilità e la circolazione».

 

Tracciati e classifiche
Saranno tre i percorsi di gara: il tracciato lungo da oltre 4.000 metri di dislivello e 151 chilometri, adatto ai ciclisti dalle gambe forti e dal cuore grande, il percorso medio da 138 chilometri che permette di evitare la terribile salita al Mortirolo, e il percorso corto da 60 chilometri nel corso del quale si affrontano comunque quasi 2.000 metri di dislivello.
Ci sarà una classifica divisa per i tre percorsi, che somma il tempo impiegato nelle cronoscalate per ogni percorso e premia con la maglia a pois il King e la Queen of the Mountain Granfondo Stelvio Santini i primi di ogni categoria. Un’altra classifica per i King e le Queen of the Mountain assoluti sulle singole salite (Teglio, Mortirolo e Stelvio). Verranno inoltre premiate anche la squadra con il maggior numero di iscritti e quella con più atleti all’arrivo. Non è prevista una classifica generale ma verranno solamente pubblicati, in ordine alfabetico, i tempi totali dalla partenza all’arrivo di tutti i finisher.

Scheda Manifestazione
Nome: Granfondo Stelvio Santini
Luogo: Alta Valtellina – da Bormio al Passo dello Stelvio (provincia di Sondrio)
Edizione: Ottava
Data: 2 giugno 2019
Percorso Lungo: Bormio – Teglio – Mortirolo – Bormio – Stelvio > 151.3 km (4.178 m di dislivello)
Percorso Medio: Bormio – Teglio – Bormio – Stelvio > 137.9 km (3.158 m di dislivello)
Percorso Corto: Bormio – Sondalo – Bormio – Stelvio > 60 km (1.950 m di dislivello)
Chiusura iscrizioni: 15 maggio 2019
Organizzatore: US Bormiese

FONTE COMUNICATO STAMPA

BAM 2019 Raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta

BAM 2019 tutti i dettagli dell’evento

BAM 2019 a Mantova dal 17 al 19 maggio 2019 la quinta edizione del raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta

BAM 2019

BAM 2019

BAM 2019, raduno europeo dei cicloturisti e dei viaggiatori in bicicletta vedrà andare in scena la sua quinta edizione il 17-19 maggio 2019 nell’area antistante i laghi di Mantova come lo scorso anno. Dopo le passate edizioni che si sono svolte a Rocca di Noale e a Livigno, Mantova bissa l’ospitalità assolutamente di altissimo profilo dimostrato lo scorso anno.

Il BAM 2019 (acronimo di Bicycle Adventure Meeting) sarà l’evento clou della stagione per tutti i cicloviaggiatori, un evento diverso dalle classiche fiere o festival riservate al ciclismo. L’intento della manifestazione è quello di creare un maggiore feeling tra i partecipanti, attraverso una atmosfera festaiola e mediante racconti di esperienze condivisa tra i cicloviaggiatori.

L’edizione 2019 avrà come principale filo conduttore la fratellanza e l’esperienza del viaggio come occasione di incontro fra culture differenti.

Sarà quindi la zona dei laghi di Mantova ad accogliere le migliaia di ospiti proveniente dall’Italia e dall’Europa presso il festival del cicloturismo più importante del continente.

BAM 2019: il programma

Venerdì 17 maggio
Dalle 18.00 Cerimonia informale di apertura e benvenuto, con aperitivo, buffet e dj set.
Alle 21.00 Concerto-spettacolo gratuito di Neri Marcorè. A seguire continua il dj set.

Sabato 18 maggio
Dalle 8.00 alle 9.00 partenze per BAM Party 80 (Concari) e BAM Party 120 (Littorina).
Dalle 15.00 alle 19.00 Storie di viaggi, bici, persone e ruote bucate alla fine del mondo. Scambio di racconti ed esperienze di viaggio con Valentina Brunet, Francesco Gusmeri, Willy Mulonia, Paolo Pileri, Darinka Montico, In viaggio con Tina, Dino Lanzaretti, Ilaria Corli e Luca Di Maggio.
Dalle 20.30 Concerto e dj set.
Alle 22.30 Pedalando sotto le stelle. Uno degli appuntamenti più importanti e suggestivi, è una pedalata di gruppo in notturna realizzata con la collaborazione dell’Associazione Gli Scarponauti.

Il percorso è un anello di circa 20 chilometri che attraversa un’oasi naturale che un tempo era riserva di caccia dei Gonzaga, per poi rientrare in città tramite la ciclabile Mantova-Peschiera che percorre le Valli del Mincio.

È prevista una quota di cinque euro a persona, con gruppi di minimo venti e massimo trentacinque partecipanti, muniti di bicicletta e illuminazione adeguata al percorso in notturna.

Domenica 19 maggio

BAM Colazione.
Alle 11.00 Gimkana per i bambini.
Alle 12.00 Incontro con Emilio Previtali.
Alle 13.00 Workshop cucina da viaggio. Cristiano Sabatini presenta una serie di ricette che si possono tranquillamente realizzare in viaggio, con poco tempo a disposizione.
Alle 14.00 Concerto e chiusura festival.

Saranno presenti area expo, servizi e camping. Per maggiori informazioni sui singoli appuntamenti, sul programma e sugli ospiti, potete visitare il sito ufficiale BAM!.