Talansky Ironman cambio di vita per l’americano

Talansky Ironman: la nuova scelta professionale dell’americano!

Talansky

Talansky si dà all’Ironman

Talansky e Ironman le due strade si congiungono a poche settimane dall’annuncio del 28enne, corridore americano in forza alla Cannondale Drapac di Rigoberto Uran, di ritirarsi dal ciclismo professionistico nella stagione 2017. Andrew non abbandona il mondo dello sport ma ha semplicemente deciso di cambiare disciplina, dedicandosi ad una attività altrettanto dispendiosa dal punto di vista fisico ma che può concedere maggior libertà dal punto di vista mentale e della densità del calendario.

Tra le scelte che hanno spinto Talansky all’Ironman ci sarebbe la nascita del figlio (di appena sette mesi): inevitabilmente la vita da ciclista professionista l’avrebbe portato a trascorrere buona parte dell’anno in giro per l’Europa: “E’ giunto il momento di pensare a me stesso, al mio benessere e a quello della mia famiglia. Anche nel triathlon ci sono molte competizioni e si deve viaggiare molto ma non ci sono gli 80 o 90 giorni di corse come nel ciclismo professionistico, non ci sono competizioni di tre settimane come i grandi giri e questa scelta va nella direzione di dedicare il giusto tempo alle cose che ora ritengo di primaria importanza”  ha dichiarato Talansky.

“Sono pronto per un futuro diverso, per cominciare a crearmi un network di conoscenze che potranno servirmi quando uscirò dall’attività agonistica, voglio cambiare il mio modo di vedere le cose. Correre in un team professionistico ti fa vivere in un mondo a parte. Devi solo pensare a correre e a correre e a correre ancora. Ora voglio uscire da questo limbo e capire come è il mondo oltre il professionismo, anche se il mio obiettivo è quello di portare la mia esperienze in una multidisciplina come l’Ironman“.

Quella di Talansky sarà una sfida nuova ed intrigante e l’americano ha già le idee chiare: “Devo prendere le misure con questa disciplina ma sono sicuro di poter competere ad alto livello, Kona è il mio obiettivo dichiarato per il 2018”

 

Abdoujaparov e la lattina di Coca-Cola indigesta

Abdoujaparov: il terrore di  Tashkent e quella Coca-Cola “indigesta”

Abdoujaparov

Abdoujaparov impatta conto la Coca-Cola

Abdoujaparov, all’anagrafe Džamolidin Abdužaparov, fu uno sprinter di primissimo piano negli anni ’90. Soprannominato “Abdou” dai telecronisti internazionali, che più che volentieri si evitavano quella sorta di scioglilingua fatto di tante consonanti tra vocali messe a caso, era invece definito Tashkent Terror dai colleghi del gruppo.
Se la ragione del soprannome televisivo era puramente funzionale al lavoro di cronista, quello affibbiatogli dal gruppo era frutto dell’incontro tra la città natale del velocista, appunto Tashkent e il termine Terror. Perché proprio terror? Beh anche qui è presto detto, il buon (ma non troppo) Abdoujaparov era arcinoto fin dalle sue prime apparizioni tra i pro per il suo modo di correre a dir poco spregiudicato.

Abdoujaparov, unico musulmano del gruppo, passò professionista nel 1990 nel team Sanmarinese della Alfa Lum ma la sua prima stagione non fu molto fortunata. Il passaggio alla Carrera segnò un salto di qualità per il corridore Uzbeko che cominciò a conquistare vittorie di prestigio ma che in poco tempo divenne un vero e proprio spauracchio per i colleghi velocisti: spinte, cambi di direzione improvvise, gomitate erano all’ordine del giorno quando a giocarsi la volata c’era Abdou.

Il 1991 fu l’anno dell’esplosione di Abdou che conquisto la Gand-Wevelgem e due tappe al Tour de France (la Lione-Lione, tappa di esordio di quella Grand Boucle e la Digione-Reims) battendo atleti del calibro di Mario Cipollini e Erik Zabel.

E proprio il suo meglio o, più correttamente, peggio lo fece vedere all’arrivo dell’ultima tappa di quel Tour de France. Abdoujaparov, in forza alla Carrera, indossa la maglia verde e si appresta a festeggiare la conquista della maglia del leader della classifica a punti ma prima vuole giocarsi la volata finale sugli Champs-Élysées, alloro eterno per uno sprinter. Abdou è probabilmente il più forte in corsa tra le ruote veloci e sicuramente è quello più in forma.

Nell’impostare una volata di pura rabbia e potenza l’Uzbeko si sposta sulla destra della carreggiata, spinge sui pedali, si sposta ancora, quasi a sfiorare le transenne e proprio nell’avvicinarsi troppo al limite della strada investa una lattina di Coca-Cola (in gomma) della pubblicità. Il volo è spaventoso, l’impatto con l’asfalto stenderebbe un leone: clavicola rotta, escoriazioni in più punti e un forte trauma cranico. La tappa viene vinta da Dmitrij Konyšev in maglia TVM.

Quella Coca-Cola per Abdoujaparov è assolutamente indigesta, tanto indigesta da costargli un insolito primato: dopo la caduta viene portato in ospedale per accertamenti ed è l’unico vincitore della maglia verde a non essere stato presente alla premiazione di Parigi. Naturalmente, prima di essere portato in ospedale, il Tashkent Terror deve tagliare la linea dell’arrivo zoppicando in quando è necessario tagliare il traguardo per conquistare la competizione.

Subito dopo la linea dell’arrivo viene caricato su di una lettiga e portato al più vicino ospedale. Su youtube è presente un video che testimonia una della cadute più drammatiche della storia del ciclismo.

La carriera di Abdoujaparov proseguì sempre con l’ombra delle sue scorrettezze ad aleggiare sulle sue vittorie e terminò nel 1997 quando venne trovato positivo al Bromantane- Clenbuterol proprio durante una tappa del Tour de France. Quella positività venne confermata da altri controlli antidoping che evidenziarono l’uso della medesima sostanza in altre occasioni. La squalifica non fu nemmeno troppo severa (una anno) ma, visto anche l’età avanzata, l’Uzbeko decise di porre fine alla sua carriera.

 

Jakub Dorigoni vince al Selle SMP Mastercross

Jakub Dorigoni conquista la prima tappa del Selle SMP Mastercross

Jakub Dorigoni

Jakub Dorigoni sul podio

Jakub Dorigoni vince la prima inedita tappa del Selle SMP Mastercross. La corsa trentina ha visto come protagonista il giovanissimo talento altoatesino (classe 1998!) che ha preceduto l’esperto Martino Fruet (classe 1977). Insomma non solo una sfida ciclistica ma anche generazionale in cui ad avere la meglio è stato l’atleta più giovane, che ha fatto valere la sua freschezza e lucidità.  Al terzo posto si è classificato Marco Ponta che ha tagliato il traguardo con 57 secondi di distacco.

Tra le donne vittoria della super favorita Eva Lechner che, seppure reduce da prove non particolarmente positive nelle prove di Coppa del Mondo, ha preceduto di 30 secondi la diciottenne Sara Casarola anche lei una delle promesse del ciclismo tricolore. Terza piazza per la toscana Alessia Bulleri

Red Hook Criterium: Viganò cerca la vittoria

Red Hook Criterium: Davide Viganó cerca il successo

Red Hook Criterium

Red Hook Criterium: Davide Viganò

Red Hook Criterium sarà ospitata da Milano, per l’ottavo anno, la prova finale della kermesse più “pazza del mondo”. Si corre oggi 14 ottobre alla Bovisa, noto quartiere della città meneghina. Il clou è previsto tra poco. Dopo le qualificazioni pomeridiane, infatti, si correrà la gara finale, come da tradizione in notturna.

Red Hook Criterium cos’è?

Il Red Hook Criterium è nato a Brooklyn (nell’omonimo quartier nella zona a sud di Brooklyn dove fu girato “Fronte del Porto” e in cui si respira ancora l’atmosfera marinaresca che vedeva i navigatori olandesi approdare in quelle zone) nel 2008 da una idea di David Trimble come modo per festeggiare i suoi 26 anni. La corsa si svolse di notte per evitare i controlli della polizia e da quel momento la tradizione vuole che la prova si svolga, appunto, in notturna. Naturalmente all’epoca non vi erano premi in palio, non vi erano spettatori se non qualche amico dell’inventore e qualche passeggiatore che, incuriosito dal movimento, si fermava ad osservare i folli corridori che nel freddo si sfidavano in corse adrenaliniche.

Red Hook Criterium oggi:

L’idea delle kermesse notturne era un classico degli anni passati, chi non ricorda i vari Saronni, Moser, Merckx e compagnia sfidarsi nei circuiti cittadini illuminati per l’occasione dalle luci artificiali e dalla classe dei contendenti? Attualmente la corsa nata di frodo presenta quattro tappe: a New York, Londra, Barcellona e, appunto, Milano.

Si corre con bici a scatto fisso, la velocità e la spettacolarità sono di livello assolutamente elevato. Tanti team sono ormai attratti da questa competizione e nella passata edizione sono stati i nostri atleti quelli da battere! Anche nel 2017 la musica non è cambiata e Davide Viganò (Team Cinelli Chrome), Filippo Fortin (Team Bahumer), Daniele Callegarin (IRD Carrera Squadra Corse), Giovanni Longo (Team Bahumer), Martino Poccianti (Cykeln Divisione Corse), Jasmine Dotti (IRD Carrera Squadra Corse) e Corinne Casati (The Fridge Foundation) hanno dominato le prime tre prove e a Milano, davanti al pubblico di casa, saranno pronti a illuminare la notte di Milano

 

 

 

Otzi Alpin Marathon presentata la gara

Otzi Alpin Marathon annunciate le novità della corsa

Otzi Alpin Marathon

Otzi Alpin Marathon

Otzi Alpin Marathon annuncia la data che tutti aspettavano: il 28 aprile 2018 si disputerà a Naturno (BZ) una quindicesima edizione ricca di novità e colpi di scena, il tutto per festeggiare il prestigioso anniversario della gara altoatesina volta ad esaltare le doti dei triatleti ‘atipici’.

E se le categorie per competere in team erano riservate solamente a squadre maschili o femminili, visto il boom di richieste ora ci sarà anche l’aggiunta dei team misti. Arricchiranno l’evento del prossimo anno una miriade d’iniziative e una grande festa al termine delle premiazioni.

Immutato invece il format sportivo della Otzi Alpin Marathon, con 42.2 chilometri e 3266 metri di dislivello totali a dipanarsi dai 550 metri di altitudine della partenza di Naturno, arrampicandosi fino ai 3.212 dei ghiacciai della Val Senales, rendendo omaggio alla mummia famosa quasi quanto una rock star: Ötzi, l’uomo del Similaun.

L’ASD Senales fornirà il consueto numero di “braccia forti”, gli stessi volontari che hanno magnificamente allestito la scorsa edizione vinta dall’altoatesino che giocava in casa Oswald Weisenhorn, seguito sul podio dall’azzurro di winter triathlon Daniel Antonioli e dall’austriaco Robert Berger, con Anna Pircher di Laces a completare un podio tutto “locale” assieme a Gerlinde Baldauf e Helga Flora Platzgummer per quanto riguarda le donne. Mountain bike, corsa e scialpinismo le abilità richieste, affrontabili, per chi non se la sentisse, anche in team, con tre sfidanti a suddividersi le fatiche una per ciascuno.

La prima frazione si svolgerà dunque in MTB, la seconda di corsa, mentre non lontano dal luogo del ritrovamento di Ötzi ci sarà gloria per gli scialpinisti, i quali avranno ricevuto il passaggio di consegne e saranno incaricati di raggiungere la vetta.

Tanti hanno deciso di gareggiare in staffetta, e lo scorso aprile la squadra vincente fu quella composta dallo skialper Jackob Herrmann in compagnia dei bellunesi Mirco Tabacchi e Osvaldo Zanella, mentre la staffetta femminile vide protagoniste Lorenza Menapace, Petra Pircher e Birgit Stuffer, letteralmente imprendibili.

La Otzi Alpin Marathon è una manifestazione che ti resta nel cuore, l’aver stretto i denti passa in secondo piano dopo aver toccato il cielo.

Info ed iscrizioni (possibili dal 1° dicembre): www.oetzi-alpin-marathon.it

Europei su Pista 2017: presentazione

Europei su Pista 2017 ecco tutti i dettagli!

Europei su Pista 2018

Europei su Pista 2017

Europei su Pista 2017 in programma dal 18 al 22 ottobre a Berlino (Germania): tantissimi i titoli da assegnare con l’Italia che vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista. La manifestazione avrà la copertura  in Diretta TV sui canali di Eurosport Italia.

Ecco il programma delle gare degli Europei su Pista 2018

Mercoledì 18 ottobre

16.30 – 19.04
Qualificazioni inseguimento a squadre maschile
Qualificazioni inseguimento a squadre femminile

Giovedì 19 ottobre

17.00 – 18.40
Primo turno inseguimento a squadre maschile e femminile
Qualificazioni team sprint maschile e femminile
19.30 – 22.20
Primo turno team sprint maschile e femminile
Finale eliminazione donne
Finale scratch uomini
Finali inseguimento a squadre maschile e femminile
Finali team sprint maschile e femminile

Venerdì 20 ottobre

12.00 – 15.28
Qualificazioni sprint maschile
Qualificazioni 500 metri da fermo femminili
Scratch omnium maschile
Sedicesimi finale sprint maschile
Qualficazioni inseguimento individuale femminile
Ottavi di finale sprint maschile
Tempo race omnium maschile

16.30 – 22.26
Finale corsa a punti femminile
Quarti di finale sprint maschile
Eliminazione omnium maschile
Finale inseguimento individuale femminile
Semifinali sprint maschile
Finale eliminazione maschile
Finale 500 metri da fermo femminile
Finali sprint maschile
Corsa a punti omnium maschile
25 chilometri stayer

Sabato 21 ottobre

14.00 – 17.08
Qualificazioni chilometro da fermo maschile
Primo round keirin femminile
Scratch femminile omnium
Qualificazioni inseguimento individuale maschile
Ripescaggi keirin femminile
Tempo race omnium femminile
18.00 – 22.42
Finale corsa punti maschile
Finale scratch femminile
Eliminazione femminile omnium
Finale chilometro da fermo maschile
Semifinali keirin femminile
Finale inseguimento individuale maschile
Corsa a punti omnium femminile
Finale keirin femminile
Finale stayer

Domenica 22 ottobre

10.00 – 13.47
Qualificazioni sprint femminile
Sedicesimi di finale sprint femminile
Ottavi di finale sprint femminile
Primo round keirin maschile
Quarti di finale sprint femminile
Ripescaggi keirin maschile
14.30 – 17.51
Finale madison femminile
Semifinali sprint femminile
Semifinale keirin maschile
Madison maschile finale
Finali sprint femminile
Finale keirin maschile

Levi Leipheimer: vittima degli incendi in California

Levi Leipheimer a causa degli incendi in California perde la casa

Levi Leipheimer

Levi Leipheimer davanti alle macerie della casa

Levi Leipheimer ex compagno di squadra di Lance Armstrong che da professionista ha conquistato il Critérium du Dauphiné Libéré 2006 (titolo successivamente revocatogli per doping), il Tour de Suisse 2011, e la medaglia di bronzo a cronometro ai Giochi olimpici di Pechino 2008, è tra le vittime dei terribili incendi che stanno sconvolgendo la California. Gli incendi nella California del nord sono iniziati la scorsa domenica per motivi ancora da stabilire (o per via delle alte temperature o per qualche piromane).

L’ex professionista, dicevamo, risulta tra le persone che sono state colpite dall’incendio, per fortuna nessun problema di salute per Levi Leipheimer ma la sua abitazione di Sonoma è stata completamente distrutta dagli incendi un po’ come è accaduto a molte altre persone in questi giorni.

Ho perso la mia casa a Sonoma, ma da Sonoma ripartiremo. Le nostre radici sono qui” è stato il laconico messaggio postato dall’ex ciclista della Us Postal nel 2000-2001, quindi in Astana e Radioshack dal 2009 al 2011.

 

 

Laigueglia in Rosa largo alle donne!

Laigueglia in Rosa si corre domenica 15 la seconda edizione

Laigueglia in Rosa

Laigueglia in Rosa

: Domenica 15 ottobre la cittadina savonese sarà protagonista dello sbarco delle cicliste “rosa”, le quali si ritroveranno a partecipare all’ultimo bijou organizzativo del GS Alpi: “Laigueglia in Rosa”.

Una seconda edizione che regalerà a tutte le donne sul pedale un weekend indimenticabile fra pedalate, benessere, relax e socializzazione, potendosi intrattenere con bike, running, kayak, vela e tennis, yoga, wine-tasting, cooking-experience, cultura ed intrattenimento, insomma una tre giorni tutta da vivere che vedrà il proprio apice domenica a partire dalle ore 9.

La manifestazione invita qualsiasi concorrente a partecipare, nel segno di quanto “Laigueglia in Rosa” sia rivolta innanzitutto alla sportività. Ma Vittorio Mevio del GS Alpi ha pensato proprio a tutto, e chi vorrà effettuare la gara da agonista potrà decidere di farsi cronometrare sulle tre palpitanti salite che caratterizzeranno il percorso di 71 km, ovvero 3.5 km a Ligo, 5.5 km a Paravenna e 2.5 km a Colla Micheri, erta dal fascino senza tempo.

Chi vorrà iscriversi dovrà tuttavia affrettarsi, l’opportunità di essere ai nastri di partenza ci sarà anche in loco nei giorni di gara, ma proprio oggi  11 ottobre scadranno le iscrizioni a quote agevolate, online a 30 euro. L’offerta è di quelle irrinunciabili ed anche le meno preparate non dovranno temere, al termine di ogni salita si risalirà in sella dopo aver aspettato in cima l’arrivo dell’ultima concorrente, ripartendo poi tutte assieme verso la meta successiva.

Sabato 14 ottobre ci si ritroverà al palazzetto dello sport in Piazzale San Sebastiano a Laigueglia, dalle ore 14.30 alle ore 19.30, con la verifica tessere e consegna dei pacchi gara, mentre domenica 15 ciò si ripeterà in mattinata dalle ore 6.30 alle ore 8.30 nella medesima location, con partenza mezz’ora dopo da Corso Badarò come alla mitica Granfondo Internazionale Laigueglia, prima “evoluzione granfondistica” stagionale del GS Alpi capace di accogliere frotte di contenders sul lungomare verso la montagna.

Dopo le fatiche sui pedali, ricordando che al termine di ogni impennata sui pedali vi sarà un succulento ristoro ove recuperare le forze, ci sarà il pasta party “ufficiale” previsto per le ore 12.30. Lo sport è passione, e “Laigueglia in Rosa” dimostrerà che quando vi è unità d’intenti si possono fare grandi cose.

Info ed iscrizioni: www.laiguegliainrosa.it

Biciclette Vintage Recensione del libro

Biciclette Vintage scritto da Gianluca Zaghi

BICICLETTE VINTAGE

BICICLETTE VINTAGE

Biciclette Vintage non è solamente un libro, è un viaggio all’interno di un mondo. Il mondo del restauro delle biciclette. Un compito carbonaro, un compito quasi Dantesco di redenzione di un “ferro vecchio”. La catarsi di un rottame che si trasforma in un gioiello. Il libro, prodotto da Mondadori Electra e scritto da Gianluca Zaghi, ci racconta di come il restauro di una vecchia bicicletta sia un lavoro che, magari, ti sporca le mani ma sicuramente ti pulisce l’anima.

Il mondo delle biciclette d’epoca e restaurate sta vivendo un momento di estremo splendore (l’Eroica ne è la fulgida rappresentazione) e questo libro ci guida tra il restauro creativo e quello conservativo. Corredato di splendide fotografie l’avventura narrata da Zaghi risveglia, anche nel meno “fanatico”, il profumo delle vittorie e delle imprese dei grandi campioni. Ci ricorda quella bicicletta che usava nostro nonno per andare al lavoro, quella bicicletta che da bambini avevamo ereditato da un cugino e che, anche se per noi era troppo grande, ci faceva sentire sulle strade del Giro d’Italia.

Biciclette Vintage non è solo una guida alla scelta, al recupero e al restauro ma anche uno splendido modo per rievocare il nostro recente passato.

L’arte di andare in bicicletta: recensione

L’arte di andare in bicicletta recensione del libro di Ray Hamilton

L'arte di andare in bicicletta

L’arte di andare in bicicletta

L’arte di andare in bicicletta, in molti si sono cimentati nel raccontare l’epica del ciclismo. In molti ci sono riusciti in modo efficace mentre altrettanti hanno clamorosamente toppato nel loro intento. Questo libro scritto da Ray Hamilton risulta subito accattivante fin dall’impatto con la morbida copertina.
Sfogliando le pagine dell’opera prodotta da Newton Compton Editori, ci si imbatte in una grafica giovane e accattivante e in una serie di tematiche davvero eterogenee. Si passa da una analisi dei vari modelli di bicicletta presenti sul mercato ad una carrellata di film in cui appaiono le biciclette, da Ladri di Biciclette a Fight Club passando per il mitico ET.

Non può mancare una analisi delle principali corse ciclistiche sia a tappe che di un giorno. Si toccano in modo allegro le principali tematiche dell’allenamento e delle uscite in bicicletta per allenarsi. Nel complesso “L’arte di andare in bicicletta” risulta assolutamente un libro piacevole e adatto a chi vuole approcciarsi alla bicicletta e alla sua storia.

 

«Sii tutt’uno con l’universo. Se non puoi farlo, almeno sii tutt’uno con la tua bici.»
Lennard Zinn