Argon 18 interviene sul “Caso Bedizzole”

Argon 18 dice la sua sul caso di doping tecnologico di Bedizzole

Argon 18 interviene

Il logo di Argon 18

Argon 18 interviene sul recente caso di doping tecnologico durante una gara amatoriale a Bedizzole. Le storie e anche le leggende metropolitane su casi di manomissione di mezzi meccanici girano nel ciclismo da ormai alcuni anni ma il caso dell’amatore “pizzicato” lo scorso weekend è salito agli onori della cronaca mettendo nel mezzo anche la nota marca di biciclette.

Argon18,  società canadese, specializzata nella produzione di biciclette di alta gamma e sponsor di alcuni team professionistici, nega il proprio coinvolgimento in ogni possibile azione di Doping Meccanico, anche riferito al caso di Bedizzole (BS) dello scorso sabato, 29 Luglio 2017.
Da una attenta analisi delle foto pubblicate su La Gazzetta dello Sport, Argon 18 conferma che il telaio in questione non è un telaio originale Argon 18, ed è stato reso simile, con una palese contraffazione, usando i loghi Argon 18.

Sul tema, per Argon 18 interviene anche il fondatore e presidente, Gervais Rioux: «La nostra è un’azienda internazionale, orgogliosa della propria storia fatta di duro lavoro e con prodotti di alta qualità venduti in tutto il mondo. Argon 18 è una azienda seria che si basa su una filosofia di serietà che nulla ha a che fare con questi episodi”.

Evidentemente una società che tiene alla qualità del proprio brand non vuole mischiare il suo buon nome con un fatto cosi disdicevole e che potrebbe causare ripercussioni sulle vendite.

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