Andrea Tafi si frattura: addio al sogno Parigi-Roubaix

Andrea Tafi si frattura la clavicola sinistra, addio sogno

Andrea Tafi si frattura la clavicola sinistra e deve dire addio al sogno di prendere parte alla Parigi-Roubaix 2019

 

Andrea Tafi (fonte pagina facebook)

Andrea Tafi (fonte pagina facebook)

Andrea Tafi si frattura la clavicola sinistra e non può dare concretezza al sogno di prendere il via alla Paris-Roubaix vinta nel 1999. L’ex corridore toscano aveva annunciato lo scorso ottobre che stava cercando un team professionistico che gli avrebbe garantito un posto per essere al via dell’inferno del nord. Nonostante la fatica per trovare una squadra non ha mai voluto rinunciare a questo sogno anche a dispetto dei 52 anni suonati.

L’opzione alternativa poteva essere quella di percorrere i 257 km della corsa partendo prima dei professionisti per poter tributare ai tifosi un saluto in memoria della vittoria del ’99.

Sabato, però, Andrea Tafi è caduto durante una corsa locale procurandosi la frattura della clavicola, ecco che il sogno è rapidamente svanito e il toscano dovrà accontentarsi del ruolo di spettatore vip:

“Forse non ero destinato a correre la Parigi-Roubaix per un’ultima volta, è incredibile pensare che è la mia prima fattura che subisco – ha raccontato Tafi  – E’ un peccato ma la vita continua e il ciclismo mi ha insegnato a non smettere mai di lottare contro le avversità. Mi sono allenato duramente per cinque mesi ed ero pronto a gareggiare, ora mi lecco le ferite ma senza rimpianti”.

La frattura di Tafi non ha richiesto alcun intervento chirurgico ma, con la Paris-Roubaix a solo un mese di distanza, è impossibile sperare in un recupero vista anche la complessità della prova:

“fosse stata una normale corsa in linea mi sarei allenato sui rulli mantenendomi competitivo ma con il pavé è impensabile affrontare la corsa dopo un mese da una frattura” ha spiegato l’ex pro.

Alcuni ex colleghi di Tafi avevano dubitando che potesse rimanere nel gruppo o raggiungere il traguardo nel velodromo di Roubaix con i ritmi dei professionisti.

“Sono stato ferito dalle critiche perché il mio obiettivo non era prendere le luci della ribalta o rubare il posto a colleghi più giovani. L’obiettivo era festeggiare un momento speciale della mia carriera e al contempo mostrare a tutti che possiamo guidare e gareggiare anche quando abbiamo più di 40 anni” ha raccontato l’ex campione della Mapei.

 

 

 

 

 

 

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