Mondiali Xc a Cairns: Nino Schurter vince

Mondiali Xc a Cairns: Nino Schurter conquista il titolo

Mondiali Xc

Nino Schurter sul podio

Mondiali Xc a Cairn il protagonista indiscusso  è stato naturalmente Nino Schurter, senza ombra di dubbio il più grande biker della storia. Il trentunenne di Coira in svizzera ha coronato una stagione immensa nel quale ha vinto tutte le gare di Coppa del Mondo (conquistando il trofeo per la quinta volta) ha raggiunto il primato assoluto di sei titoli mondiali, lasciandosi alle spalle il francese Julien Absalon, che era a quota cinque assieme a lui.

La sua serie venne aperta  a Canberra, nel 2009, per poi ripetersi a Saalfelden 2012, Pietermaritzburg 2013, Vallnord 2015 e Nove Mesto 2016. In mezzo anche due medaglie d’argento per un totale di otto podi in nove edizioni a cui ha preso parte. Per Schurter ci sono stati anche titoli olimpici a ripetizione: bronzo a Pechino 2008, argento a Londra 2012 e finalmente oro a Rio 2016

Non è stata una gara fortunata per i nostri colori: primo degli italiani è Gerhard Kerschbaumer, 13º, poi Luca Braidot in 17ª, Marco Aurelio Fontana in 21ª, Daniele Braidot in 27ª e Andrea Tiberi in 30ª.

 

Alberto Contador trionfa sull’Angliru

El Pistolero Alberto Contador vince la tappa regina della Vuelta!

Signori tutti in piedi per Alberto Contador!

Alberto Contador

L’ultimo colpo del Pistolero

Alberto Contador ha corso una Vuelta eccezionale. Avrebbe potuto venire a fare passerella, a fare i selfie con i tifosi, a prendersi solo applausi anche senza sudare. Invece El Pistolero ha interpretato la sua ultima gara a tappe (in terra di casa) come l’apoteosi della sua carriera. Non poteva vincere la Vuelta, lo sapevano tutti e lo sapeva anche lui ma poteva fare i numeri e numeri sono stati, negli scorsi giorni ed oggi!

Alberto Contador chiude la sua carriera con un glorioso successo in cima ad una delle vette simbolo del ciclismo mondiale, l’Alto de Angliru, il capitano della Trek-Segafredo è arrivato tutto solo al traguardo dopo aver attaccato sulla discesa dell’Alto del Cordal a 15 km dalla conclusione.  Sull’erta conclusiva il madrileno ha raggiunto e superato i fuggitivi superstiti, e ha chiuso esultando col suo classico gesto del Pistolero con 17″ su Wout Poels e Chris Froome.

Alle spalle dello spagnolo i big si sono dati battaglia con il nostro Vincenzo Nibali che ha messo davanti Franco Pellizzotti per alzare il ritmo che il team Sky aveva impostato ma sul più bello lo squalo dello stretto ha dovuto cedere allo strapotere del Kenyano bianco che ha allungato insieme al compagno di team.

All’arrivo, come detto, Contador ha preceduto di 17″ Poels e Froome; a 35″ è arrivato Zakarin, a 50″ Nibali col prezioso Franco Pellizotti e con Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo); a 1’11” è arrivato Wilco Kelderman (Sunweb), che perde il podio a beneficio di Zakarin.

Domani ci sarà la passerella finale mentre la classifica generale recita così: Froome vincerà la Vuelta con 2’15” su Nibali, 2’51” su Zakarin, 3’11” su Contador, 3’15” su Kelderman, 6’45” su Poels

Dylan Groenewegen vince al Tour of Britain

Dylan Groenewegen vince, quinto il nostro Pasqualon

Dylan Groenewegen

Dylan Groenewegen

Tour of Britain tappa da Hemel Hemstead a Cheltenam che doveva essere la più difficile di tutta la corsa (decisamente poco impegnativa ques’tanno), con tanti su e giù nell’Ofxordshire ma poco selettivi. Nemmeno la pioggia ha contribuito in modo fondamentale ad evitare l’ennesimo arrivo in volata. Ci ha provato Michal Kwiatkowski assieme ad altri atleti a 50 km dal traguardo poi c’è stato il tentativo solitario di Tony Martin ai – 30 km i e l’allungo di Edvald Boasson Hagen con Dion Smith e Gorka Izagirre ma nemmeno questa azione ha avuto fortuna.

Inevitabile, dunque, lo sprint finale che ha visto prevalere il corridore del  Team LottoNL-Jumbo Dylan Groenewgen, dopo un bel testa a testa con Caleb Ewan (Orica-Scott), vincitore già di tre tappe, terzo Brenton Jones della JLT-Condor e quinto il nostro Andrea Pasqualon (Wanty-Groupe Gobert).

In generale Lars Boom, anch’egli Team Lotto NL-Jumbo, resta ancora leader ad una tappa dalla fine con 8″ su Stefan Kung (BMC),

Cannondale è salva: trovato un nuovo sponsor

Cannondale sarà affiancata da Education First

Cannondale

Il logo Cannondale

Cannondale salva, il prosieguo dell’avventura del team di Jonathan Vaughters è ufficialmente assicurato grazie a un nuovissimo sponsor. Ne avevamo parlato qualche tempo fa di come la Cannondale-Drapac era a rischio chiusura a causa del ritiro all’ultimo momento di uno sponsor che aveva promesso il proprio impegno nel team.

Fortunatamente è stato giunto l’accordo che permette di salvare il posto di lavoro per corridori e staff. Il nuovo partner commerciale è EF Education First, società internazionale specializzata nell’insegnamento delle lingue straniere che ricoprirà il ruolo di main sponsor per 3 stagioni.

Molto soddisfatto Vaughters  che ha spiegato:  “E’ importante dire che EF Education First lavora per diventare il primo azionista di Slipstream sports, non sarà semplicemente uno sponsor ma un vero e proprio socio di maggioranza”

Matvey Mamykin frattura del bacino

Matvey Mamykin si frattura il bacino

Matvey Mamykin

Matvey Mamykin in ospedale

Matvey Mamykin è caduto nel corso della 19esima tappa della Vuelta Espana ed ha subito avvertito un forte dolore al fianco sinistro. Il 22enne corridore russo della Katusha-Alpecin si è ritirato dalla corsa ed è stato subito trasportato in ospedale per gli esami del caso.

Purtroppo le negative impressioni iniziali sono state confermate dagli esami clinici che hanno evidenziato la frattura della parte sinistra del bacino e dovrà restare in ospedale per i prossimi quattro giorni. Evidentemente il corridore russo dovrà poi essere soggetto a un periodo di riposo volto a rinsaldare la delicata frattura.

 

Angliru la salita del Chava

Angliru in programma quest’oggi alla Vuelta è la salita di Jimenez

Angliru

José Maria Jiménez

Angliru è un nome che incute timore, in Spagna ma in tutto il mondo. Una delle salite più micidiali al mondo assieme al Mortirolo e il Monte Zoncolan, una di quelle salite che se le vinci ti aprono le porte della gloria. I suoi 12 km e i suoi dislivelli feroci, con pendenze che superano il 20%, hanno permesso di scrivere epiche vittorie e dolorose sconfitte.

Uno dei simbolo dell’Angliru è il campione spagnolo Josè Maria “El Chava” Jimenez.  E quando nel 1998 gli organizzatori, che stavano lanciando la corsa iberica come alternativa a Giro e Tour, decisero di inserirla l’anno successivo il loro obiettivo era quello di far sfidare i due scalatori top del momento: Marco Pantani e, appunto, Jimenez.

Purtroppo in quel settembre del ’99 Marco non fù presente per le note vicende di Madonna di Campiglio mentre il Chava arrivò in grande spolvero. Era un giorno piovoso, il cielo era grigio come un blocco di ghisa. Davanti a tutti c’era Pavel Tonkov che si stava involando alla vittoria di tappa. Quando arrivò il tratto più duro, quello che ti spacca le gambe con pendenze sopra il 20% ecco che Jimenez affianca Roberto Heras e si ricorda di essere lo scalatore numero uno di Spagna. Si alzò sui pedali e leggero, iniziò a tagliare le nuvole basse e in un paio di chilometri piombò sul russo, la volata finale fù sua senza nemmeno battaglia. Pavel ripreso in quella maniera abbassò bandiera bianca.

Quello fù uno dei momenti migliori della carriera del Chava, atleta dalla classe cristallina ma tormentato nell’anima. Era un campione Jimenez ma la sua testa non reggeva l’ambiente. Nel 2002 disse al suo DS Eusebio Unzue che non se la sentiva più di correre in bicicletta. Aveva bisogno si isolamento, gli sarebbe mancata la folla che lo incitava, le urla del pubblico ma il vuoto che sentiva dentro di sé lo spinse a quella scelta. Si sposò nel 2003, si trasferì in campagna per trovare serenità ma non vi riuscì.

Venne ricoverato alla San Miguel, una clinica psichiatrica di a Madrid gestita da suore. Quel luogo divenne la sua casa fino alla notte del 6 dicembre di quell’anno. “Mi fa male la testa” disse al fratello Juan Carlos. Alle otto e mezza di quella stessa sera El Chava si alzò sui pedali e salutò tutti per sempre.

 

 

Tour of China 2017 presentazione

Tour of China 2017 presentazione delle due corse cinesi

Tour of China 2017:

Tour of China 2017:

Tour of China 2017 manifestazione nata nel 1995 e costituita dal 2012 da due gare indipendenti tra loro, denominate Tour of China 1 e Tour of China 2. Secondo il progetto originale dell’allora Presidente Uci Pat McQuaid, il Giro della Cina avrebbe dovuto essere inserito nel calendario WorldTour ma, causa l’assenza di sponsor di prestigio, il progetto non decollò e la corsa rimase di categoria 2.1.

Tutti tricolori gli ultimi due eventi: nel 2015 Daniele Colli si aggiudicò la prima parte e  Mattia Gavazzi la seconda; nel 2016 i trionfatori furono Raffaello Bonusi e Marco Benfatto.

Tour of China 2017: Il Percorso

TOUR OF CHINA I – dal 10 al 17 settembre
10 settembre 1a tappa – Weichang-Fengning, Chengde – 156km (mossa)
12 settembre 2a tappa Jinzhong 197km (mossa)
14 settembre 3a tappa Pingchang 140,6km (montagna)
15 settembre 4a tappa Jintang, Chengdu 5km (cronometro)
17 settembre 5a tappa Xixiu, Anshun 128,5 km (montagna)

TOUR OF CHINA II – dal 19 al 24 settembre
19 settembre 1a tappa Hongjang, Huaihua 118,6km (montagna)
20 settembre 2a tappa Lixian, Changde 97.6km (pianeggiante)
21 settembre 3a tappa Hanshou, Changde 94 km (pianeggiante)
22 settembre 4a tappa Daye, Huangshi 115,3 km (pianeggiante)
24 settembre 5a tappa Zhuhai 91 km (pianeggiante)

Tour of China 2017: Starting List

La startlist delle due corse è composta da 5 Professional (le italiane Androni-Sidermec, Nippo-Vini Fantini e Wilier-Selle Italia, la statunitense Novo Nordisk e la brasiliana Soul Brasil) e 16 formazioni Continental. Tra gli italiani al via, oltre ai campioni uscenti Raffaello Bonusi e Marco Benfatto, entrambi in forza alla Androni-Sidermec, citiamo i nostri Liam Bertazzo e Alberto Cecchin (Wilier-Selle Italia), lo stagista Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini), Eugenio Bani e Paolo Lunardon (RTS Monton Racing).