Incidente alla Vuelta Espana

Incidente alla Vuelta Espana agente spinge tifoso e cade una moto

Incidente alla Vuelta Espana

Incidente alla Vuelta Espana, un episodio davvero increscioso è avvenuto nel corso dell’ascesa al Puerto de Torcal, durante gli ultimi km della scalata, alle spalle di Alberto Contador un tifoso è improvvisamente e rovinosamente caduto a terra e una  moto del cambioruota neutro Shimano rischia di investire lo “spericolato” tifoso.

In un primo momento il tifoso sembrava il “solito” scalmanato che per avvicinarsi ai ciclisti causa un pandemonio, in realtà, guardando le immagini al rallentatore, si nota un agente della Guardia Civil che con un’azione decisamente poco accorta scaraventa il “malcapitato” verso terra ma in realtà spingendolo in mezzo alla carreggiata.

E’ corretto che la polizia sia schierata lungo le strade per far mantenere l’ordine pubblico sapendo che spesso la folla che si accalca per vedere la corsa perde un po’ la testa, meno corretto è che un agente perda la trebisonda a tal punto da generare un incidente.

 

Lizzie Deignan operata, stagione finita?

Lizzie Deignan operata di appendicite

Lizzie Deignan operata

Lizzie Deignan in ospedale

Lizzie Deignan operata di appendicite dopo che ieri pomeriggio aveva regolarmente terminato in gruppo la tappa di Arnhem del Boels Rental Ladies Tour. All’arrivo sono aumentati i disturbi e la campionessa del mondo di Richmond 2015 ha dovuto essere operata d’urgenza per una appendicectomia che ora rende molto incerto il suo finale di stagione dal punto di vista agonistico.

La 28enne della Boels-Dolmans, era reduce dall’aver conquistato il GP de Plouay sabato scorso, purtroppo questo intoppo renderà più difficile la sua strada verso il Campionato del Mondo di Bergen. E’ la stessa Lizzie Deignan a temere per la sua partecipazione alla rassegna iridata: “affronterò il resto della stagione giorno per giorno” è stato il laconico messaggio su twitter.

 

Vuelta: Piromane brucia bus di un team

Vuelta, piromane brucia pullman della Aqua Blue Sport

vuelta piromane

Il pullman della Aqua Blue Sport

Incredibile alla Vuelta, notte movimentata per il Team Aqua Blue Sport che ha visto andare letteralmente in fiamme il suo pullman. La formazione Irlandese, presente alla corsa iberica grazie ad un invito degli organizzatori, è stata vittima dell’attacco di un folle che verso le 1.20 della mattina ha dato fuoco al bus della squadra che era parcheggiato nelle vicinanze dell’hotel in cui alloggiavano i membri del team.

L’innesco dell’incendio è stato un materasso posto dal piromane vicino al pullman a cui sono state date le fiamme, immediatamente le fiamme si sono propagate al mezzo del team che è andato completamente distrutto (come testimonia la foto). La guardia civil è prontamente intervenuta e ha fermato un sospetto.

La squadra ha ricevuto il supporto di Unipublic e degli altri team impegnati, arrangiandosi con un mezzo da 52 posti noleggiato in fretta e furia prima del via della tappa.

 

Tomasz Marczynski vince, Froome cade

Tomasz Marczynski vince la sua seconda tappa alla Vuelta 2017

Tomasz Marczynski

Tomasz Marczynski fa bis alla Vuelta

Tomasz Marczynski già vincitore nella sesta tappa a Sagunt fa doppietta conquistando la Motril – Antequera. La tappa è stata caratterizzata da una fuga di 14 corridori  tra cui figurava, appunto, l’atleta polacco della Lotto Soudal.

La tappa è esplosa negli ultimi 30 km sul Puerto del Torcal a più di 20 km dalla fine e quando Marczynski è andato all’attacco fino a tagliare il traguardo con 52″ di vantaggio su Omar Fraile (Dimension Data), José Rojas (Movistar), Pawel Poljanski (Bora-Hansgrohe) e Stef Clement (Lotto NL-Jumbo.

Sempre sul Puerto del Torcal  c’è stato l’attacco di Alberto Contador, il madrileno ha staccato tutti e ha sfruttato l’aiuto del compagno di squadra Theuns (uno dei protagonisti della fuga di giornata) tagliando il tranguardo con 7’25” di ritardo sul vincitore e recuperando preziosi secondi in classifica sui big.

L’azione del corridore della Trek-Segafredo non ha impensierito Chris Froome e il suo team che lo hanno lasciato andare. Il kenyano non ha passato però una tappa tranquilla: nella discesa finale Froome è caduto ben due volte, attardandosi. Il gruppo dei migliori, spinto da Nibali e dall’Astana è arrivato a 7’47”, recuperando così qualcosina su Froome giunto a 8’07” grazie all’impagabile lavoro dei compagni di team Poels e Nieve.

Froome resta in maglia rossa con 59″ su Nibali, 2’13” su Chaves, 2’16” su De La Cruz, 2’17” su Kelderman, 2’18” su Zakarin e 2’37” su Aru. Alberto Contador resta in nona posizione a 3’13”.

GP de Fourmies 2017 presentazione

GP de Fourmies 2017 anteprima della corsa

GP de Fourmies 2017

GP de Fourmies 2017 il Logo

GP de Fourmies 2017 in programma domenica 3 settembre è una classica transalpina, classificata 1.HC nell’Uci Europe Tour, giunta all’edizione numero 85. Il tedesco Marcel Kittel è il campione uscente. Elio Gerussi negli anni ’50 fino a Max Sciandri, Andrea Tafi, Michele Bartoli, Luca Mazzanti, Gianluca Bortolami, Giovanni Visconti e Fabio Felline sono  stati gli italiani capaci di vincere la corsa negli ultimi tre decenni.

GP de Fourmies 2017: il percorso

Fourmies è un comune situato nella regione Nord-Passo di Calais, il tracciato  è ormai abbastanza classico e gli organizzatori tendono a lasciare immutati i 205 km della corsa. Il primo tratto è completamente pianeggiante prima di iniziare il circuito Fourmies-Feron-Fourmies da ripetere cinque volte. Il percorso è adatto ai velocisti ma può prestarsi a qualche colpo da finisseur, come quello che due anni fa è valso il successo al nostro Fabio Felline.

GP de Fourmies 2017: la Starting List

22 formazioni compongono la startlist del GP Fourmies 2017: 7 WorldTeams (Ag2R La Mondiale, Astana, Bora-Hansgrohe, Quick Step Floors, FDJ, UAE Team Emirates, Trek-Segafredo); 12 Professional (Cofidis, Delko Marseille, Direct Energie, Fortuneo-Oscaro, CCC Sprandi, Roompot, Gazprom-RusVelo, SportVlaanderen-Baloise, Wanty-Groupe Gobert, WB Veranclassic, Nippo-Vini Fantini, Wilier-Selle Italia) e 3 Continental (Armee de terre, HP BTP-Auber 93, Roubaix Lille Metropole).

Questi i nomi di spicco in gara a Fourmies: Marcel Kittel (Quick Step Floors), Sam Bennett (Bora-Hansgrohe), Nacer Bouhanni (Cofidis), Davide Cimolai (FDJ), Thomas Boudat (Direct Energie), Jakub Mareczko (Wilier-Selle italia), Riccardo Minali (Astana), Andrea Guardini (UAE Team Emirates).
Attenzione ai finisseurs: Fabio Felline (Trek-Segafredo), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini), Filipp OPozzato (Wilier-Selle italia) ed Alexis Vuillermoz (Ag2R La Mondiale).

GP de Fourmies 2017: in TV

La diretta è garantita solo su Eurosport Player a partire dalle ore 16 mentre canale tv Eurosport manderà in onda una sintesi il giorno seguente.

Everesting cos’è? La nuova frontiera del ciclismo

Everesting una disciplina giovane e affascinante, sapete cos’è?

Everesting cos’è? Una sfida!

Everesting

Il Monte Everest

Everesting è un concept, una sfida in cui un ciclista è chiamato a scegliere una salita, quella che preferisce a la percorre ripetutamente fino a aggiungere gli 8,848m di salita. L’impresa va compiuta in una sola volta, sempre sulla stessa strada. Una sfida fisica ma soprattutto mentale che richiede dedizione, concentrazione, allenamento e perseveranza.
Sono un migliaio circa gli atleti che sono riusciti in questa straordinaria impresa.

Gli atleti che hanno compiuto questo sforzo dichiarano che è importante selezionare un “segmento” adatto che presenti una pendenza abbastanza accentuata cosi da accelerare il raggiungimento della fatidica soglia dei 8,848m di salita ma che comunque non metta a repentaglio la resistenza delle gambe del ciclista. Altrettanto importante è considerare il lato opposto: la discesa. E’ importante che non sia troppo lunga per ovvie questioni di tempo. In Italia al momento sono iscritti nella Hall Of Fame solo 6 ciclisti, che hanno registrato le proprie salite rispettivamente in Trentino Alto Adige (3), Lombardia, Toscana e Lazio.

Everesting: i suggerimenti

Il sito Everesting, che riporta non pochi suggerimenti preziosi per completare l’impresa,  presenta  The Everesting Calculator, un tool molto pratico col quale, inserendo la salita prescelta è possibile analizzare davanti al proprio computer il numero di lap necessari al fine di raggiungere gli 8,848m. Importante è l’ausilio di un sistema GPS meglio se con altimetro e barometro oltre che la scelta della corretta bicicletta da impiegare nella competizione.
Sempre sul portale è facile trovare una serie di suggerimenti molto utili per migliorare l’alimentazione indispensabile per tentare di raggiungere i 8,848m.

Fondamentale la preparazione mentale; stanchezza, mancanza di sonno, necessità di pedalare al buio sono variabili importanti da considerare. É consigliabile trovare qualcuno disposto almeno a tratti a tenere compagnia all’atleta cosi da essere supportati psicologicamente e nelle eventuali occorrenze pratiche.

Interessante è il piano di allenamento della durata variabile dagli 1 ai 3 mesi proposto dal sito crankpunk che può rappresentare una valida tabella di avvicinamento all’impresa.

Non ci sono linee d’arrivo, coppe, medaglie o premi in denaro, solo la menzione sul sito e la certezza di aver “scalato l’Everest”!

 

Maggiori informazioni su www.everesting.cc

Alia Marcellini intervista per Ciclonews

Alia Marcellini intervista esclusiva per www.Ciclonews.biz

Alia Marcellini

Alia Marcellini

Alia Marcellini è una delle giovani atlete italiane che hanno preso parte alla prova della Val di Sole per la categoria Down Hill. Classe 1991, Alia è sicuramente un talento emergente di questo sport cosi affascinante quanto un po’ trascurato dai media. In questa intervista ci racconta della sua passione per questa disciplina.

Ciao Alia, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la tua passione per il Down Hill?

Ciao ragazzi e grazie a voi. Ho provato a praticare questo sport per la prima volta nel 2006 se non ricordo male. Ho noleggiato una bici al bike park di Livigno e mi sono subito innamorata! Non c’è voluto molto per capire che era la mia disciplina e con il giusto impegno avrei potuto ottenere dei buoni risultati. Prima praticavo il tennis, disciplina più “tranquilla” ma quando è scattato il fulmine per il DH ho deciso di dedicarmi anima e corpo a questo splendido sport.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare (sia perché visibilmente pericoloso sia per i terreni di gara idonei) come mai hai scelto questa disciplina?

Ho scelto di praticare Down Hill perché, appunto, è una disciplina adrenalinica, amo il rischio, amo la velocità poi unisce il bello della bici al motocross che è uno dei mie hobby che pratico fin da quando avevo cinque anni.

Quali sensazioni prova Alia Marcellini quando scende a tutta in una gara?

Durante una gara si provano tante emozioni. Sicuramente la tensione è a mille, sai che non puoi sbagliare perché ogni minimo errore può costarti la gara o anche qualcosa di più. In una prova di Down Hill devi essere sempre concentrato al 100%, l’aspetto mentale-psicologico è importantissimo, devi saper governare l’adrenalina ma anche prenderla e sfruttarla per dare il massimo.

Hai una gara che ricordi con particolare piacere?

Una gara sicuramente che ricordo molto volentieri è quella dei mondiali dello scorso anno in Val di Sole dove un po’ a sorpresa (nemmeno io ci credevo tanto) ho conquistato uno splendido sesto posto. Arrivavo da una stagione un po’ deludente e non avevo grandi aspettative, sono scesa molto tranquilla, senza pressioni ed alla fine ho ottenuto un grandissimo risultato.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

La mia vita ruota intorno alla bici, sono una vera malata delle due ruote. Non c’è giorno in cui io non sia in sella. Per un allenamento, una gara o anche solo per divertimento non mi faccio mai mancare un’uscita in bici, poco importa se sia bici da strada, da enduro o Down Hill. Poi come ti dicevo adoro il motocross e quindi ogni tanto mi dedico anche a quello.

C’è qualche sportivo che ha ispirato Alia Marcellini?

Non voglio passare per presuntuosa ma ti devo dire di no, ti spiego: naturalmente ci sono tanti atleti sia del Down Hill che ciclisti su strada o di MTB che ammiro infinitamente ma per come sono fatta io non amo copiare nessuno. Io sono fatta a modo mio e mi piace come sono, non voglio imitare nessuno.

Che rapporto hai con la musica?

Ah io adoro la musica, la ascolto sempre: quando mi alleno, quando mi riscaldo prima di una partenza e nei momenti di relax. Sinceramente ascolto un po’ di tutto, non c’è un genere che prediligo, dipende tutto dal momento, dal mio stato d’animo. Una cosa, però, è certa la musica mi aiuta tantissimo in quello che faccio, è la colonna sonora della mia vita e non potrei mai e poi mai farne a meno.

E’ tempo di mondiali, come ti sei preparata?

Venerdì partiremo per i mondiali ma, lo ammetto, la mia convocazione è stato un po’ una sorpresa in quanto un mese e mezzo fa mi sono rotta la clavicola, è stato un duro colpo. I miei risultati prima dell’infortunio sono stati buoni ma, comunque, dopo un frattura rientrare dopo così poco e con una forma fisica accettabile è molto dura!
Io non ho mai smesso di allenarmi e sono davvero soddisfatta per la fiducia che mi è stata accordata, come ti dicevo non ho smesso un secondo di pedalare e quindo spero di poter giocare al meglio le mie carte e sono certa di poter dare il mio massimo per non deludere chi ha creduto in me.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Questa stagione sta volgendo al termine, mancano poche gare ma ora sono focalizzata al cento per cento sui mondiali, non sono nelle condizioni da top five ma voglio provare ugualmente a centrare i primi posti. Poi con calma penserò alla prossima stagione che sarà sicuramente molto, molto intensa.

 

Castelli Cycling fornirà le maglie del Giro d’Italia

Castelli Cycling vestirà i leader delle classifiche del Giro d’Italia

Castelli Cycling

Castelli Cycling

Castelli Cycling, famoso marchio di abbigliamento ciclistico, produrrà le quattro maglie che vestiranno i leader delle classifiche della Corsa Rosa. Accordo quadriennale dal 2018 al 2021.

Castelli is back in pink! Il celebre marchio con lo scorpione, che nel mondo del grande ciclismo significa ricerca ed innovazione, risalterà sulla Maglia Rosa e sulle altre tre maglie che contraddistinguono i leader delle classifiche del Giro d’Italia per i prossimi quattro anni. Dal 2018 al 2021, infatti, la rivoluzionaria azienda veneta ma milanese di nascita (Rosate) ha siglato un accordo con RCS Sport per produrre le Maglie Rosa, Ciclamino, Azzurra e Bianca che ogni giorno contraddistingueranno il leader della classifica generale, di quella a punti, di quella degli scalatori e dei giovani.

La presenza alla Corsa Rosa non è nuova per Castelli Cycling che, tra gli anni ottanta e novanta, ha vestito tanti campioni che hanno vinto il Giro d’Italia. L’ultima volta fu nel 1992 con Miguel Indurain trionfatore a Milano.

“È un vero piacere poter annunciare il ritorno di un marchio prestigioso e di caratura internazionale come Castelli nella famiglia del Giro d’Italia. Un’azienda storica eppure in continuo sviluppo, che ritorna a produrre le maglie dei leader del Giro dopo l’esperienza a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Siamo certi che questa partnership risulterà importante e proficua per entrambe le realtà, sia in termini di marketing che di ritorno economico” ha dichiarato Matteo Mursia, Direttore Commerciale di RCS Sport.

Steve Smith, Brand Manager Castelli Cycling, ha detto: “Siamo davvero orgogliosi di aver riportato lo Scorpione sulle strade del Giro d’Italia. Per un’azienda italiana, essere partner di RCS Sport nella ‘Corsa più dura del Mondo nel Paese più bello del Mondo’ non può che riempirci di gioia. Inoltre, ci dà la possibilità di conferire il giusto lustro ad un’azienda italiana ad oggi sinonimo di eccellenza nel mondo dell’abbigliamento per ciclismo”.

Simona Parente campionessa del mondo

Simona Parente il titolo di Campione del Mondo Gran Fondo

Simona Parente

Simona Parente Campionessa del Mondo

Simona Parente è un nome noto del ciclismo mondiale, i più attenti la ricorderanno come una delle professioniste più interessanti del panorama italiano di fine anni ’90.  Nella sua bacheca vanta oltre trenta vittorie da professionista con tappe al Giro d’Italia, una frazione al Tour de France, la classifica generale della Midì Pirenèè  e del Giro del Giappone.

Da professionista ha corso per la Merate Cantine Pirovano (con Canins, Bonanomi, Chiappa), la Gas Sport Team (con le sorelle Cappellotto, Pregnolato, e Fabiana Luperini), la Edil Savino (sempre con Luperini, Pregnolato, Brandli) e la USC Chirio-Forno d’Asolo per poi dire addio al mondo dei pro per dedicarsi agli studi e alla famiglia.

Da qualche anno Simona Parente ha ripreso il suo feeling con le due ruote dedicandosi alle Gran Fondo e domenica 27 agosto, ad Albì in Francia vicino a Tolosa, su un percorso di 97 chilometri ha conquistato la maglia iridata della specialità gran fondo categoria amatori 40-44 anni organizzato dall’Unione Ciclistica Internazionale. Vittoria senza storia per l’atleta di Torino (ma ora vive a Pontedera) che ha chiuso con  un vantaggio di 4 minuti e 51 secondi sulla seconda classificata, la tedesca Astrid Schartmueller, terza la francese Stephanie Gros.

“Dedico questa maglia iridata a mio marito, ai miei figli Andrea, Martina e Viola ed ai miei genitori che mi sono sempre vicini e mi aiutano nella quotidianità consentendomi di prendere parte ai corretti allenamenti. Un particolare ringraziamento va a tutti i compagni del VeloClub Pontedera, al mio team Isolmant Specialized Salvi Bike Stored e a tutti gli sponsor” ha affermato Simona Parente.

Calar Alto vince Miguel López dell’Astana

Calar Alto incorona Miguel López, bene Froome e il nostro Vincenzo Nibali

Calar Alto

Miguel Angel Lopez

Calar Alto e il suo Osservatorio Astronomico erano il temuto luogo di arrivo della tappa di oggi alla Vuelta Espana. Nella realtà la tappa non ha prodotto distacchi enormi ma ha messo in difficoltà una parte degli uomini di alta classifica.

Miguel Ángel López Moreno, giovane talento colombiano dell’Astana, è stato bravo a scattare ai meno 1.3 km dal traguardo dopo che Vincenzo Nibali  aveva provato a staccare Chris Froome e gli altri avversari rimasti. Il colombiano ha tagliato il traguardo con 14 secondi di vantaggio sul Froome, Nibali e Kelderman. Contador ha pagato 31 secondi di distacco dal vincitore della tappa.

Come si diceva, la tappa odierna ha avuto le sue “vittime” eccellenti, su tutti Esteban Chaves e Fabio Aru. La  Orica aveva ha provato a rendere dura la tappa fin sull’Alto de Velefique, selezionando il gruppo e mandando Simon Yates allo scoperto ma proprio Esteban è stato uno dei primi ad alzare la bandiera bianca subito dopo che Nibali e Contador avevano provato ad attaccare a 11 km dall’arrivo. Il nostro Fabio ha pagato  1’32” dal compagno López, Chaves 2’07”, Roche addirittura 4’17”.

Chris Froome mantiene la leadership della generale mentre al secondo posto sale il nostro Vincenzo Nibali che ora ha un distacco di 1’19” dal Kenyano bianco. Esteban Chaves è terzo a 2’33” con De La Cruz, Kelderman e Zakarin alle spalle per una manciata di secondi; Fabio Aru resta in settima posizione a 2’57”.