Bruno Reverberi sulle positività dei suoi atleti

Bruno Reverberi

Bruno Reverberi molto duro con i due atleti trovati positivi all’anti doping: “Non ho mai visto le contro analisi essere smentite, non voglio sentire bugie. Ho parlato coi miei corridori, ma non hanno detto nulla, possiamo attendere le contro analisi ma mi dispiace ma sono arrabbiato. Abbiamo in squadra tanti giovani che sono delusi dalla situazione, sono coinvolti tutti i corridori e la squadra per colpa di due corridori. I due non hanno detto nulla, le bugie non le voglio sentire, non voglio scure. Nessuno ammette le cose anche più eclatanti”

Le parole di Sacha Modolo dopo la prima tappa

Sacha Modolo (UAE Team)

Un po di delusione al traguardo della prima tappa del Giro d’Italia per Sacha Modolo, velocista di Conegliano classe 1987 ormai un veterano della corsa rosa che oggi è stato, come tutto il gruppo, beffato da Lukas Postlberger.

“E’ stata un’occasione sprecata, le sensazioni erano ottime e la mia squadra ha lavorato veramente bene. Sono partito ai 350 metri per chiudere questo gruppo ma col vento in faccia è stato impossibile. Persa per persa son partito lungo ma non avevo speranza, meglio provarci domani. Marcato ha tirato bene, quando toccava a Ferrari alzando la testa abbiamo visto il buco con Postlberger che ormai se ne stava andando. Oggi posso dire di aver tirato la volata agli altri ma ci saranno altre occasioni per rifarsi”.

La gioia di Cesare Benedetti, maglia azzurra

Cesare Benedetti ha conquistato la maglia azzurra

Uno dei protagonisti della prima tappa del Giro d’Italia è stato sicuramente Cesare Benedetti della Bora Hansgrohe, l’italiano in fuga per buona parte della corsa ha conquistato la maglia azzurra della classifica dei GPM.

 

“Oggi come team abbiamo preso tutto, vittoria di tappa e tutte le maglie disponibili. Siamo partiti senza un vero uomo di classifica quindi abbiamo il compito di prendere e dare il massimo in ogni tappa. Sono andato in fuga anche al Tour de France, sapevo che era difficile arrivare in fondo e quindi ho puntato alla maglia azzurra. Naturalmente in gruppo da dietro andava a tutta anche perchè ci sono poche occasioni per i velocisti ed è normale che tirassero a tutta per arrivare in volata”.

“Lukas non ha ancora capito che colpo ha fatto, è il primo austriaco a vincere una tappa al giro. Io mi tengo stretta la mia maglia azzurra che era il mio obiettivo di giornata, certo oggi non erano delle vere salite ma la soddisfazione è tanta”

Le parole di Nizzolo all’arrivo

Per Giacomo Nizzolo un buon quarto posto

Un quarto posto abbastanza positivo  per il nostro Giacomo Nizzolo nella prima tappa di questo Giro d’Italia del centenario. Il velocista milanese e campione Italiano è arrivato alla corsa rosa senza troppi chilometri nelle gambe, anzi addirittura a pochi giorni dal suo debutto stagionale ma la classe di Giacomo è indiscussa e già oggi ha dato segno delle sue capacità.

Nonostante la condizione di forma ancora approssimativa, Nizzolo ha tenuto testa alle migliori ruote veloci del gruppo e, se si considera la vittoria “beffa” di  Lukas Pöstlberger (Bora-hansgrohe), è giunto al terzo posto tra i velocisti “veri” e la sua condizione non può far altro che crescere.

“La vittoria di Pöstlberger  è stata una sorpresa per tutti, come team abbiamo tenuto una tattica di gara perfetta, sapevo di non essere in forma e dovevo necessariamente partire da dietro, cosi ho fatto e non posso lamentarmi. Oggi speravo di fare meno fatica anche se si sapeva che sarebbe stata una tappa complicata, il gruppo si è fatto sorprendere dall’austriaco, a volte accade. Io correvo su Greipel e Gaviria, e la mia tattica è stata giusta; certo  avrebbe fatto piacere a tutti indossare la rosa oggi ma sento di aver dato il massimo e non posso recriminare per nulla. Quando arriverà la condizione spero di togliermi qualche soddisfazione”

 

Gianni Savio parla del Giro d’Italia

“Sono trentadue anni che  il mio mese di maggio lo passo lungo le strade del Giro d’Italia, ho fatto 28 anni come direttore sportivo e 4 come commentatore tecnico, quest’anno invece non ci sarò”.

Un po’ amaro, un po’ realista, ecco Gianni Savio, vera icona del ciclismo nostrano, scopritore di veri e propri talenti in tutto il sud America in grado di incendiare le salite del Giro d’Italia.

Non scema l’amarezza per il mancato invito della sua Androni-Sidermec alla corsa rosa: “I Risultati parlano chiaro, abbiamo passato questi ultimi mesi dimostrando in lungo e in largo di meritare la wild card che ci è stata invece negata da RCS. Lo scorso anno si parlò di un naturale e corretto turnover delle squadre Professional ma quest’anno il nostro mancato invito suona di ingiustizia”.

Gianni incalza guardando già avanti: “avevamo e abbiamo un progetto basato sui giovani e questo progetto andrà avanti, da sempre sono stato uno che ha affrontato le avversità ma quest’anno non andrò a vedere nemmeno una tappa come spettatore”.

L’argomento del giorno è la doppia positività dei corridori della Bardiani e Savio non si sottrae da un commento: “La squadra è sicuramente estranea a questa vicenda non puoi controllare i tuoi corridori 365 giorni all’anno sono brutti episodi ma non mi sento di imputare nella alla squadra”, una frecciata però va a Bruno Reverberi, “tempo fa, vista anche la proposta della Nippo Fantini si disse profondamente contrario al squadre con otto corridori al via… ora la ruota è girare e il suo team parte in 7!”

Il “fagiano”Lukas Pöstlberger vince la prima tappa

Finale a sorpresa che più sorpresa non si può nella prima tappa del Giro d’Italia. La vittoria è arrivata con la classica “fagianata” e a giovarsene  è stato l’austriaco Lukas Pöstlberger della Bora-Hansgrohe .

Pöstlberger, che si trovata il testa al gruppone per tirare la volata al compagno di team Sam Bennett, ha beneficiato di un buco lasciato da Luka Mezgec (Orica-Scott), si è trovato al comando con alcuni metri di vantaggio e ha inziato a credere nella “beffa” ai danni dei velocisti più accreditati. Il suo margine è piano piano e quasi impercettibilmente aumentato tanto da renderlo imprendibile nell’ultimo chilometro pieno di curve e controcurve.

Alle sue spalle si sono piazzati, Caleb Ewan (Orica) davanti ad André Greipel (Lotto Soudal), Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e Kristian Sbaragli (Dimension Data).

La Bora fa incetta di maglia in quanto mattatore della giornata è stato Cesare Benedetti in grado  di conquistare i tre traguardi Gpm di giornata che gli sono valsi la leadership nella maglia azzurra in questo primo giorno del Giro del Centenario.